Minerals Express - Collezionismo minerali

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16/03/11

La Miniera del Pollone - Valdicastello (Lucca) - 1^ parte

Ritrovamento di Quarzi Fumè

Molti anni fa, lessi, non ricordo dove, che alla miniera del Pollone, situata in Valdicastello (Lucca),  si potevano rinvenire quarzi fumè molto simili a quelli ritrovati sulle Alpi.

La notizia mi incuriosì così tanto da sognare successivamente un episodio che, solo dopo tempo e ricollegandolo a  vari avvenimenti, ho realizzato quanto fosse stato premonitore. Avevo sognato  di trovarmi  sopra una enorme discarica composta da una argilla molto soffice e gialla, e scavando con le mani raccoglievo magnifici esemplari di quarzo fumè, lucenti e di grosse dimensioni. Il sogno era stato così nitido e “reale” che mi ero svegliato convinto di avere veramente ritrovato quei campioni.

Passarono alcuni anni prima che riuscissi a visitare la miniera (di cui a stento ne conoscevo l’ubicazione) erano gli anni in cui internet  era nella fase embrionale e le notizie delle località mineralogiche restavano strettamente riservate.

Fu un caso che alla mostra dei minerali di Roma conobbi due ragazzi di Lucca (Andrea Dini e Marco Lorenzoni) fortissimi ricercatori, ma anche generosi ed altruisti tanto da invitarmi subito dopo la mostra di Roma ad andare con loro per visitare sia la miniera del Pollone che quella del Bottino, di cui erano profondi conoscitori.

Partimmo subito dopo la mostra di Roma, non prima di essere passati a casa mia per una  cena a base di fettuccine che mio padre aveva preparato per tutti (all’epoca vivevo ancora con i miei).

Arrivammoa Lucca a notte inoltrata, e riuscimmo a dormire pochissimo, poiché parlammo di minerali per quasi tutto il resto della notte. All’alba partimmo per la miniera del Bottino, in una zona che  Marco e Andrea avevano precedentemente individuato e riuscimmo a trovare dei magnifici campioni di blenda con le tipiche associazioni di altri minerali del Bottino. Tornammo a casa distrutti ma felicissimi dei pezzi ritrovati e la sera, a casa di Marco,facemmo di nuovo le ore piccole davanti al caminetto acceso gustando dell’ottimo vino.

La mattina successiva, di buon’ora,  partimmo per la miniera del Pollone, io ero già soddisfatto dei ritrovamenti del giorno precedente, ma il sogno che avevo fatto mi riaffiorava nella mente e mi metteva in una sorta di impazienza nell’arrivare alla miniera.

Il racconto del ritrovamento è descritto in maniera chiara e passionale nel diario di Marco (pubblicato nella rivista mineralogica n.1 del 2010) di cui riporto la parte più significativa:

…”grattando con le dita in una fessura verticale parallela alla linea della parete, tolgo qualche scheggia di roccia e sfondo così con la mano nella vena che si allarga e mi permette di entrare con tutto il braccio tra le pareti che sento cristallizzate. Una delle piastrine tolte oltre a piccoli quarzi di un colore limpido e leggermente champagne, ha pure una geocronite molto corrosa di oltre 1cm. Chiamo immediatamente gli altri che si precipitano a darmi una mano, decidiamo di avviare il trapano e di affrontare la parete frontalmente in modo da aprire con i punciotti direttamente dove la fessura tende ad allargare. Il trapano comincia a fare le bizze, come al solito si rompe la corda dell’accensione; fortunatamente la testardaggine di Andrea e Fabio alla fine ha la meglio ,intanto io continuo a raspare nella fessura togliendo ancora piastrine interessanti che danno ulteriore fiducia a chi cerca di riparare il trapano. Alla fine dopo un buon lavoro di sbancamento della roccia incassante, si apre finalmente una grossa cavità corrispondente alla fessura che sondavo lateralmente con il braccio: aprendola frontalmente ci si presenta un insieme disordinato di druse di cristalli quarzo ammassate una sull’altra e ricementate tra loro da un’argilla scura. E’ un vero piacere estrarre le druse usando la massima cura per non danneggiarle, man mano che la sacca si svuota, verso il basso si comincia a delineare la punta di un enorme cristallo affogato nei detriti. Usiamo ovviamente ogni accortezza nel liberarlo ed alla fine esce quello che sarà il più bel quarzo affumicato mai estratto da questa miniera (battezzato "Il bimbo" ndr): è un magnifico cristallo nero biterminato e trasparente di oltre 20 cm, praticamente perfetto e soprattutto di un colore molto intenso”.

Dalla geode uscirono altri campioni notevoli tra cui un altro esemplare concaratteristiche simile a quelle del “bimbo” sopra descritte, ma leggermente più piccolo che potete vedere nelle foto allegate.

Tornai così a Roma felicissimo, sia perché Marco e Andrea mi avevano lasciato tutti i campioni ritrovati al Bottino, che per i quarzi fumè del Pollone. Non potrò mai più dimenticare quelle fantastiche giornate, e soprattutto il mio sogno premonitore, il primo fra i tanti che ho continuato ad avere sempre in qualche modo legati ad importanti ritrovamenti.

(CONTINUA DOPO LE FOTO)...

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