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22/10/10

Tanzania 2010 - Parte prima

Da Arusha a Sumbawanga

Siamo arrivati ad Arusha un pomeriggio freddo e nuvoloso e, anche se in agosto di solito le temperature sono fresche, non ci aspettavamo di certo questo clima. Per  fortuna il calore con cui ci hanno accolti i nostri amici e la gioia di essere di nuovo in Tanzania hanno dissipato ogni nube nel cielo.

Quest’anno ci aspettano quasi 5000 km di tragitto, un viaggio lunghissimo che ci porterà a visitare numerose località, fino ad arrivare al parco del Katavi, poi al lago Tanganika ed infine,con un giro ad anello, rientrare ad Arusha via Morogoro, attraversando i parchi delle Udzungwa Mountains e quello del Mikumi.

Prima di partire per il lungo itinerario, abbiamo incontrato tutti i nostri amici e dopo qualche giorno passato tra cene e visite varie, siamo partiti alla volta di una zona montuosa e selvaggia, che ogni anno, almeno per qualche giorno, continuiamo a visitare. E’ il “nostro posto” o come direbbe un boscimano “il posto di tutta la vita”.  Una piccola nicchia nell’immensa Tanzania, fuori da qualsiasi rotta turistica, priva di comodi accessi, senza alberghi o strutture ricettive. Semplicemente una terra ancora non raggiunta dal turismo di massa e nemmeno da quello d’elite e, proprio per questo, un paradiso ancora integro e meraviglioso da vivere nella massima semplicità.

Per arrivare poi a Tunduru, da Arusha abbiamo impiegato tre giorni e mezzo su piste difficili e molto pericolose soprattutto quando si dovevano affrontare dei sorpassi per superare qualche camion. La polvere sollevata dai camion toglieva completamente la visuale al nostro autista, rendendo ogni sorpasso peggio di una roulette russa.

I guasti sono stati all’ordine del giorno, oltre ad innumerevoli forature, i più pericolosi sono stati la rottura della barra dello sterzo, un ammortizzatore staccatosi dalla sua sede e la rottura del tubo dei freni. Ma grazie alla bravura del nostro autista ed alle sue capacità di meccanico, siamo riusciti comunque a raggiungere la prima tappa del viaggio.

 Nei tragitti più lunghi abbiamo passato anche 10-12 ore nel Land Rover, dove scossoni e polvere rendevano il tragitto ancora più lungo e faticoso, ma le nostre fatiche sono state ben ripagate dai territori magnifici e molto eterogenei che abbiamo attraversato.

Siamo passati da una zona semidesertica, ad una grandissima foresta di Baobab, abbiamo attraversato  passi montani con foreste rigogliose, abbiamo fiancheggiato per chilometri  lo splendido lago Mtera, abbiamo poi attraversato una zona di fitti boschi di conifere e le ridenti e tranquille citta di Dodoma e Iringa, fino ad arrivare alla più pericolosa cittadina di Mbeya e alla caotica e colorataTunduru, città di frontiera  sviluppata tutta sul movimento di merci e persone in un continuo via vai con lo Zambia.

Infine da Tunduru abbiamo preso la “truck road”, una pista di oltre 200 km molto trafficata da camion che, oltre ai vari guasti dell'auto, hanno contribuito a rallentarci molto, facendoci arrivare alla piccola cittadina di Sumbawanga a notte inoltrata. Pieni di polvere, e molto stanchi siamo stati “costretti” a cedere al primo “albergo” senza avere la possibilità di valutare prima le stanze. L’albergo era sporchissimo e senza corrente elettrica, ci siamo “adattati” dormendo vestiti  nei nostri sacchi a pelo. La mancanza di acqua non ci ha permesso nemmeno di poterci togliere la polvere di dosso.  Un grosso ragno  sul soffitto della squallida camera, illuminato dalla mia torcia, prima di addormentarmi esausto, è stata la nostra buonanotte.

Sommario

  1. Tanzania 2010
  2. Tanzania 2010 - Parte prima
  3. Tanzania 2010 - Parte seconda
  4. Tanzania 2010 - Parte terza
  5. Tanzania 2010 - Parte quarta
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