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23/10/10

Tanzania 2010 - Parte seconda

Il Katavi National Park

Di tutti i parchi visitati in questi anni il Katavi, a nostro avviso, è stato quello più suggestivo. La scarsissima presenza di visitatori a causa della lontananza dalle grandi città e l’assenza di strade nonché le scarse strutture ricettive, rendono il parco ancora più selvaggio. Gli animali che lo popolano, non abituati alla presenza dell’uomo, spesso si allontanano o mostrano evidenti segni di nervosismo e diffidenza.

Nel Katavi abbiamo vissuto per 4 giorni in tenda completamente isolati e circondati da animali selvatici come bufali, elefanti, leoni, ippopotami e tanti altri. Le sensazioni dapprima di paura e di sconcerto si sono via via trasformate in gioia nel vivere a così stretto contatto con questi splendidi animali. Abbiamo potuto osservarli al riparo delle nostre fragili tende, riparo psicologico ed unico legame con la civiltà. Ci siamo sentiti infinitamente piccoli e indifesi soprattutto quando, in una delle notti passate in tenda, abbiamo sentito a pochi metri da noi il ruggito dei leoni. Nella notte dopo i ruggiti è calato un silenzio impressionante, nessun rumore e, per tutto il resto del tempo, nemmeno gli uccelli notturni hanno osato sfidare i grandi felini, e noi oramai svegli nelle tende, atterriti ma anche affascinati da un suono così profondo che ti entra dentro e non se ne va più, con tutti i sensi all’erta, abbiamo atteso l’alba.

Abbiamo anche constatato che, nonostante la nostra posizione di “prede”, gli animali che frequentavano la zona in cui eravamo accampati, all’inizio ci hanno “annusati”e “studiati” e poi ci hanno “accettati”. E’ stato veramente emozionante vedere gli ippopotami, gli elefanti e altri animali come iene, fagoceri, scimmie ecc. che ogni giorno, in particolare all’alba e al tramonto, percorrevano gli stessi sentieri per andare e tornare dal fiume al bush, passando molto spesso vicinissimi alle nostre tende e, in un caso, un branco di elefanti è passato direttamente in mezzo al campo costringendoci a rifugiarci tutti nelle tende (il fuoristrada spesso era lontano per approvvigionarsi di acqua così che la nostra unica protezione era solo la tenda).

Una mattina,  appena usciti dalle tende ci siamo trovati a pochi metri di distanza un bufalo che, innervosito dalla nostra presenza, mentre cercava di percepire i nostri odori, sembrava indeciso se caricarci oppure allontanarsi. Noi immobili abbiamo gradito molto la decisione del bufalo di allontanarsi dal campo per raggiungere il proprio branco.

Questa vicinanza ci ha permesso anche di approfondire alcune conoscenze sulle abitudini di alcuni animali, di vederli lottare ogni giorno per la propria sopravvivenza, ma anche di vederli giocare, mangiare ed interagire con l'ambiente circostante. Una delle sensazioni più belle, che è difficile da raccontare, è stata la "convivenza" con un ippopotamo che al tramonto veniva a brucare vicino alle nostre tende, sempre allo stesso posto, spostandosi di poco di giorno in giorno. Sentirlo "brucare" nella notte, sentire i suoi buffi rumori, mi dava un senso di gioia e di relax, era diventato una sorta di guardiano del nostro campo, perchè finchè lo sentivo brucare vicino a noi potevo dormire tranquillo.

La successiva visita al lago Tanganika, con le sue acque cristalline, ci ha permesso di recuperare tutte le fatiche rendendoci di nuovo pronti ad affrontare il lunghissimo viaggio di ritorno di c.ca 2000 km.

Le immagini non hanno bisogno di ulteriori commenti e per noi resteranno impresse nella nostra mente e nei nostri cuori come una delle più belle esperienze della nostra vita.

Sommario

  1. Tanzania 2010
  2. Tanzania 2010 - Parte prima
  3. Tanzania 2010 - Parte seconda
  4. Tanzania 2010 - Parte terza
  5. Tanzania 2010 - Parte quarta
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