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28/10/10

Tanzania 2010 - Parte quarta

Arusha e il Lake Manyara

Nella tarda mattinata dopo un meritato riposo, ci siamo dedicati alla visita della città.

Arusha  ha molto da offrire  come per esempio alcune vie interne del centro, piene di negozietti con molte cose interessanti da vedere e acquistare. Il masai market, molto turistico ma dove si possono ancora trovare degli oggetti antichi e fare buoni affari oltre a godere dell’affabilità e della gentilezza dei vari venditori. Vi è poi L’hermitage con le sue mostre fotografiche di pittura e con sculture in legno magnifiche.

Arusha offre anche alcuni locali caratteristici e di buon livello, come l’Afrikafè dove si possono gustare degli ottimi dolci e vari tipi di caffè oltre ad una cucina di tipo internazionale veloce. Anche per mangiare la città offre molto: dai vari ed economici ristorantini locali ai ben più lussuosi e cari ristoranti per turisti o gente locale facoltosa fino ad un locale di cucina italiana gestito da un simpatico napoletano che fa la pizza con la mozzarella di sua produzione. Ma i migliori ristoranti sono quelli dove vanno i locali, si spende pochissimo e se ci si accontenta del cibo locale, si mangia davvero bene.

Ma quello che colpisce di più, per i suoi colori, gli odori, e il via vai frenetico è sicuramente il mercato della frutta. Oltre alla frutta esotica e le verdure si trovano tutte le spezie (e ad un prezzo decisamente molto più economico di quelle vendute a Zanzibar) e anche oggetti  più disparati. E’ una sorta di grande mercato all’africana, dove ogni pezzetto di suolo è occupato da qualcuno che vende qualcosa. Non è importante cosa, può essere un casco di banane o delle noccioline, l’importante è essere nel mercato ed in qualche modo partecipare al frenetico ritmo delle contrattazioni con la calma che  distingue il popolo africano. Già il contrasto è nettissimo, e ci si lascia travolgere da un caleidoscopio di colori, dagli odori anche molto forti, dal vocìo e dal turbinio della gente che riempie le piccole stradine tra una fila di bancarelle e l’altra. Si esce dal mercato in una sorta di stato di ubriachezza, ma è una esperienza che merita di essere fatta.

Siamo poi andati a visitare di nuovo il Lake Manyara National Park.

Questo parco di solito è il primo ad essere inserito negli itinerari turistici, per vari motivi: è vicino ad Arusha, l’ingresso è relativamente economico, le parti più visitate sono relativamente poco ampie e vi è così la sicurezza di avvistare numerosi animali che, tra l’altro, sono così abituati alla presenza costante e numerosa di turisti, da non mostrare il minimo segno di paura rendendosi molto “disponibili” ad essere fotografati.  E’ quindi il posto ideale per chi arriva per la prima volta in Tanzania, ma spesso il parco, proprio per le sue caratteristiche, viene visitato solo sommariamente e in poche ore.

Invece il parco merita molto di più, ma è necessaria almeno una giornata per raggiungere le sue parti più lontane (e a nostro avviso più incantevoli) e per scoprire angoli meravigliosi, dove la massa dei turisti non riesce ad arrivare per mancanza di tempo. Si può così percorrere la pista che passa sotto le alte pareti della Rift Valley, si può ammirare il lago Manyara da differenti angolazioni e si può arrivare dapprima alle maji moto kidogo (piccole sorgenti di acqua calda) spingendosi poi più avanti sino alle maji moto kubwa (grandi sorgenti calde).

Gli ultimi giorni li abbiamo passati a svolgere varie formalità, a rinsaldare i nostri contati e a salutare tutti i nostri amici. Il giorno della partenza, come in tutti i viaggi, arriva velocemente e quando ci si ritrova in aeroporto sembra quasi di essere stati solo pochi giorni in vacanza. In realtà quest’anno siamo stati quasi un mese, ma il tempo è volato via lo stesso, e la nostalgia si è fatta sentire ancora prima rispetto agli altri viaggi. Ci siamo quindi imbarcati con una grande tristezza nel cuore e con la voglia di tornare ancora in Tanzania. I ricordi dei bei momenti che abbiamo passato ci aiuteranno a rendere meno gravosa l’attesa del nuovo viaggio e i progetti per esplorare nuove zone del paese si fanno già largo nella nostra mente, torneremo di nuovo in questo paradiso e molto presto.

Sommario

  1. Tanzania 2010
  2. Tanzania 2010 - Parte prima
  3. Tanzania 2010 - Parte seconda
  4. Tanzania 2010 - Parte terza
  5. Tanzania 2010 - Parte quarta
<< Tanzania 2010 - Parte terza

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