Minerals Express - Collezionismo minerali

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08/03/11

La Miniera di Berbes, Asturias, Spagna

Una vacanza indimenticabile!

Avevo  sentito parlare molto di Berbes località della Spagna situata nella regione delle Asturias, famosissima per gli splendidi ritrovamenti di campioni di fluorite e barite.

Così mi balenò l’idea con mia moglie di passare le nostre vacanze estive proprio in questa località. Vari amici ricercatori, che erano stati prima di noi a Berbes, mi avevano aggiornato sulla situazione della miniera, e mi ero putroppo reso conto che le possibilità di ritrovamento di buoni campioni di fluorite erano piuttosto scarse. Ma l’idea di una miniera sul mare e gli splendidi paesaggi della Spagna del Nord, ci avevano comunque allettato, e decidemmo quindi di organizzare lo stesso il viaggio.

Arrivammo così nello splendido campeggio di Ribadesella che si affacciava direttamente sul mare e, ancora più importante, posizionato a nemmeno 15 minuti di piacevole cammino dagli scavi della miniera di Berbes!

Lo stesso giorno sarebbero dovuti arrivare un’altra coppia di amici con cui avevamo deciso di passare assieme le vacanze. Per cui, per ingannare il tempo di attesa, io e Fede ci avviammo con una certa impazienza (che prende sempre a chi si accinge a visitare per la prima volta una località mineralogica) per una prima ricognizione verso la miniera.

Iniziando a risalire le zone di scavo mi resi subito conto che quanto mi avevano detto i miei amici corrispondeva a verità. La zona migliore, dove in passato erano state rinvenute le geodi più grandi, era sepolta sotto tonnellate di roccia e si vedevano dappertutto segni di scavi di altri ricercatori. La roccia, composta da un calcare cavernoso silicizzato, era durissima e gli attrezzi che mi ero portato dietro sarebbero stati quasi inutili per affrontarla.

Non mi persi d’animo, e mentre Fede frugava nelle discariche, io girovagando tra i vecchi scavi, trovai seminascosta dai detriti, una cavità piena di argilla di color giallo scuro (aperta probabilmente da altri ricercatori). Iniziando a rimuovere lo spesso strato di argilla e tastando con le mani l’interno della cavità, mi accorsi che sulle pareti erano ancora impiantati dei grossi cristalli di fluorite. Alcuni pezzi sembravano distaccati dalla roccia perché riuscivo a smuoverli leggermente con le dita. Non stavo più nella pelle e avrei continuato a scavare se non avessi dovuto ridiscendere per andare incontro ai nostri amici che nel frattempo potevano già essere arrivati. Decidemmo quindi, seppur a malincuore, di tornare al campeggio per incontrarli. Nel frattempo ero riuscito a staccare con le mani una grande piastra piena di cristalli di fluorite di cui però non potevo apprezzarne appieno la qualità poiché le superfici dei cristalli erano quasi completamente ricoperte di argilla. Si intuiva però che poteva essere un bel campione.

Non appena arrivato il mio amico e sua moglie, quasi senza nemmeno salutarlo gli mostrai subito il pezzo di fluorite che avevo trovato e che nel frattempo ero riuscito a pulire. In pochi minuti eravamo davanti alla geode per poter iniziare il lavoro. Senza tanta fatica e con il semplice ausilio di un leverino riuscimmo a recuperare diversi campioni che ad un lavaggio successivo si mostrarono in tutta la loro bellezza.

Nei giorni successivi girovagammo e scavammo in vari punti, riuscimmo a rinvenire una fessura con cristalli ialini di fluorite di c.ca 1cm, ma non trovammo più niente di significativo.

Il mio amico e sua moglie decisero poi di continuare il giro per la Spagna, mentre noi invece preferimmo  restare a Berbes. Successe nel frattempo una cosa strana:  la sera prima che i nostri amici ripartissero, mentre ero nella tenda, non riuscivo a prendere sonno. Avevo avuto una strana sensazione, una sensazione bella, insomma una specie di buon presentimento e lo avevo poi raccontato al mio amico, pregandolo di non partire perché mi sentivo che avremmo potuto trovare qualcosa di molto più importante di quello che avevamo già trovato. Ma avendo già fatto altri piani loro decisero comunque di ripartire.

 Una volta solo, continuai a salire alla miniera e a trovare qualche altro piccolo campione, finchè una mattina incontrai Josu, un ragazzo di Pamplona, anche lui ricercatore di minerali. Lo invitai a scavare con me e, dopo poco tempo che eravamo assieme, nacque una grande simpatia ed un buon affiatamento. Così per il giorno dopo ci accordammo di tornare alla miniera per continuare a lavorare assieme. Eravamo rimasti d'accordo che comunque ci saremmo prima sentiti per telefono. Provai a chiamarlo la sera stessa e anche durante tutta la mattina successiva ma il suo cellulare risultava spento, così mi decisi a salire per l’ennesima volta da solo agli scavi. Fede nel frattempo saliva e scendeva dalla spiaggia alla miniera e mi portava generi di conforto o veniva a vedere se c’erano novità. Dopo una mezza giornata di scavo, ero molto stanco e ormai un po’ deluso, anche perchè le sensazioni che avevo avuto non sembravano concretizzarsi e pensavo che fossero state solo frutto della mia immaginazione. Mentre però mi accingevo a ridiscendere dalla miniera per un altro sentiero, all’improvviso vidi da lontano la macchina del mio nuovo amico spagnolo. Fu un attimo, ma molto significativo, se fossi passato per il sentiero abituale o in un altro momento della giornata probabilmente non lo avrei visto e lui sarebbe andato per la sua strada (risultata poi una strada molto più fruttuosa di quella di Berbes, ma tempo al tempo, più avanti capirete!) e probabilmente non ci saremmo mai più incontrati.  

Gli andai incontro e mi disse che aveva la batteria del cellulare scarica e che era venuto a cercarmi la mattina ma non mi aveva trovato (Berbes è molto vasta ed io ero nella parte superiore della miniera lontano dalla strada). Ad un tratto abbassò la mano vicino al sedile della macchina e mi mostrò un campione di fluorite. Mi si seccò la gola, era un pezzo magnifico! Gli dissi dove lo avesse trovato, lui senza quasi parlare (era più emozionato di me!) mi invitò a salire in macchina e nemmeno il tempo di inviare un sms a Fede per avvisarla, che eravamo già in viaggio verso la località dove lui aveva trovato il campione.

Appena arrivati nella zona, mi resi conto che era una vecchia ricerca di fluorite e da una parte si intravedeva, nascosta da un grosso cumulo di sassi, l'imbocco di un grotta. Ci infilammo subito all’interno della grotta dove cominciammo a lavorare nel punto in cui lui aveva trovato il campione di fluorite che mi aveva mostrato. La vena però tendeva a chiudere, così con un bel po’ di delusione, ci rendemmo conto che non sarebbero potuti uscire altri campioni significativi.

Dedicammo perciò la nostra attenzione, sempre all’interno della grotta, ad una fessura alta meno di una decina di cm ma lunga quasi un metro e mezzo. Riuscimmo con molta fatica ad allargarla un pò e all’interno riuscimmo ad intravedere qualcosa: dei grossi blocchi di roccia distaccati, che illuminati dalla scarsa luce del frontalino, sembravano mineralizzati, ragion per cui avevamo azzardato l’ipotesi di una grande geode. Non potevamo essere sicuri, ma i nostri sensi ci dicevano il contrario. Dopo parecchie ore di lavoro riuscimmo ad allargare la fessura tanto da poterci infilare dentro la testa e le braccia. Lui si infilò per primo e l’urlo che cacciò seguito immediatamente da un campione enorme di cristalli di fluorite mi fece capire subito che avevamo trovato qualcosa di eccezionale.

Era una grande geode capace di contenere diverse persone. Era piena di argilla e di grandi blocchi di fluorite quasi tutti gia distaccati naturalmente e tutti cristallizzati.Tirammo fuori tantissimi campioni ed impiegammo un giorno e mezzo per trasportarli tutti prima alla macchia e poi successivamente al campeggio facendo numerosi viaggi. Non vi dico mia moglie quando ci vide arrivare, eravamo pieni di fango fino alle orecchie e i nostri sguardi tradivano una grande emozione. La sera festeggiammo alla grande fino ad ubriacarci tutti e tre e il mio amico Josu mi dedicò la prima geode chiamandola "El Fabiol". Tornammo ancora nella geode continuando a lavorare al suo interno. Quando sembrò che non ci fossero più campioni da estrarre, all’ improvviso, in fondo alla grande geode, si aprì un’altra cavità. Il “tappo” era costituito da un grande blocco del peso di svariati chili con cristalli cubici che superavano i 15 cm di spigolo!! Per riuscire a trasportarlo alla macchina dovemmo inventarci una sorta di slitta con lo zaino e faticammo non poco per riuscire a trascinarlo per tutto il tragitto. Successivamente, una volta posto su una bilancia, risultò del peso di circa 50 kg! Dalla seconda geode estraemmo ancora vari campioni, erano molto differenti da quelli estratti dalla prima geode, ma erano comunque magnifici e ci accorgemmo successivamente che erano viola alla luce artificiale e blu a quella del sole. Estraemmo dalle due geodi circa 300 pezzi, alcuni di dimensioni impressionanti. Fu uno dei ritrovamenti più belli ed emozionanti della mia vita! Tutt’oggi quando vado in Spagna a trovare il mio amico o quando viene lui in Italia, ricordiamo quel magnifico ritrovamento, e quei momenti così forti e pieni di emozioni che resteranno per sempre dentro di me.

Galleria fotografica

La miniera di Berbes vista dalla spiaggia del campeggio

La miniera di Berbes vista dalla spiaggia del campeggio

Miniera di Berbes, vista de "El Paredon"

Miniera di Berbes, vista de "El Paredon"

Fede accanto ad una piastra di cristalli di fluorite

Fede accanto ad una piastra di cristalli di fluorite

Il primo campione rinvenuto nella geode abbandonata

Il primo campione rinvenuto nella geode abbandonata

la sorpresa dopo una prima pulizia

la sorpresa dopo una prima pulizia

Lo stesso campione dopo accurata pulizia

Lo stesso campione dopo accurata pulizia

Apertura parziale della grande geode "El Fabiol"

Apertura parziale della grande geode "El Fabiol"

Come si presentava l'apertura dopo il lavoro di allargamento

Come si presentava l'apertura dopo il lavoro di allargamento

Primi campioni estratti

Primi campioni estratti

Vari campioni appena estratti

Vari campioni appena estratti

Il "Tappo" della seconda geode: il campione più grande estratto

Il "Tappo" della seconda geode: il campione più grande estratto

appena rientrati al campeggio..

appena rientrati al campeggio..

divisione dei pezzi

divisione dei pezzi

fluorite (prima geode)

fluorite (prima geode)

fluorite (prima geode)

fluorite (prima geode)

fluorite (prima geode)

fluorite (prima geode)

fluorite (2 geode)

fluorite (2 geode)

campione di fluorite alla luce artificiale (2 geode)

campione di fluorite alla luce artificiale (2 geode)

fluorite (2 geode)

fluorite (2 geode)

fluorite su quarzo (2 geode)

fluorite su quarzo (2 geode)

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