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03 Mongolia 3^ parte

Arrivati sul posto dopo vari giri di esplorazione mi rendo subito conto che la zona è stata lavorata intensamente sia dai russi che dai cinesi, questo anche grazie alla relativa vicinanza con la città ed alle piste in ottime condizioni che ne hanno facilitato l'esplorazione e la successiva lavorazione. Il materiale ricercato era quarzo,feldspato e topazi. Alcuni scavi sono immensi e rivelano la dimensione stupefacente dei filoni. Focalizzo la mia attenzione su alcuni filoni minori, lavorati meno intensamente delle vene più grandi e cominciamo a trovare i primi quarzi fumè e bellissime druse di ortoclasi.

La sera arriva in fretta e sprovvisti di equipaggiamento per dormire, cominciamo a cercare un alloggio nei piccoli villaggi della zona. Dopo un'ora di ricerca, non avendo trovato nulla di soddisfacente,in pieno buio, decidiamo di dormire sotto le stelle dello splendido cielo della Mongolia: noi sul prato avviluppati nei sacco a pelo; Bel Gir nel pulmino placenta (dopo pochi giorni ci siamo accorti che il pulmino e Bel  gir vivevano in una sorta di simbiosi poichè non si separavano mai uno dall'altro); la dottoressa e la ragazza in una piccola tenda che si erano portate appresso. Le donne mongole sono fortissime ed abituate a climi rigidissimi dove in inverno le temperature scendono a -40°, per cui dormire in tenda o all'addiaccio in estate per loro è una cosa normalissima.

Dopo la prima notte sotto le stelle non ci siamo più preoccupati per gli aspetti logistici, anche per il fatto che la Mongolia non è l'Africa (dove per dormire bisogna cercare posti sicuri nei villaggi) e la popolazione ha una fortissima cultura nomade poichè a parte gli abitanti delle poche città, il resto passa la vita a spostarsi nella steppa alla ricerca di pascoli e a volte, in inverno, i vari gruppi si spostano nei piccoli centri per permettere ai bambini di frequentare la scuola. Questo per noi è stato un grande vantaggio, perchè praticamente si poteva campeggiare dappertutto in piena tranquillità, anche perchè, a parte che nella Capitale, nel resto del Paese non esiste praticamente nessuna forma di criminalità. Gli unici problemi quotidiani erano la difficoltà delle piste, sia per l'orientamento che per le cattive condizioni, e l'approvvigionamento di acqua e benzina soprattutto nelle steppe e nel deserto del Gobi.

Dopo qualche giorno di ricerca rientriamo a UB abbastanza soddisfatti anche se non avevamo trovato  i topazi (ma nella vita bisogna anche accontentarsi dei soli quarzi e ortoclasi!).  Dopo una notte tra le spie del Diplomat Hotel cercando di dormire il meglio possibile per affrontare la parte più difficile del viaggio, siamo partiti di buon'ora con l'intenzione di visitare prima una zona di ricerca per lo stagno (con cassieteriti, acquemarine e quarzi) e successivamente le famose miniere di Hutag Ull Org, delle quali avevo letto e visto delle immagini di splendidi ritrovamenti di berilli (acquemarine ed eliodori), quarzi fumè e fluoriti ottaedriche verdi e rosa, in estetiche associazioni.

Devo spendere due parole, come per l'Africa, sulle difficoltà di raggiungere ed esplorare i giacimenti individuati sulle mappe, poichè oltre alle distanze immense, alle piste molto difficili (alcune si attraversano solo d'inverno quando si forma il permafrost), non si incontrano molte persone per chiedere informazioni, ed a volte anche con l'ausilio di mappe e GPS, individuare delle piccole zone per noi è stato difficilissimo. Per cui le scelte di visitare una zona piuttosto che un'altra, erano basate e soprattutto condizionate da varie situazioni che via via, durante gli avvicinamenti si manifestavano. Questo in molti casi non ci ha permesso di visitare a fondo alcuni giacimenti, e di conseguenza di non poter effettuare delle ricerche mirate, anche se, probabilmente, delle esplorazioni più approfondite e con più tempo a disposizione avrebbero potuto dare dei risultati migliori. Ma i viaggi di esplorazione comportano  questo tipo di situazioni, e l'importante era il fatto di essere in Mongolia a cercare minerali!

galleria fotografica

 Gorki Terelj Nat. park
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stelle alpine...mongole!
zona pegmatitica
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prime tracce di pegmatiti
filone pegmatitico a quarzi fumè e topazi
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un valido aiuto nelle ricerche
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yoghurt essiccato al sole
ospiti in una fresca "Ger"
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prima notte sotto le stelle