Minerals Express - Collezionismo minerali

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08/02/10

Elba febbraio 2010

Siamo partiti da diverse città per prendere il primo traghetto delle 6 del mattino diretto all'Isola d'Elba. In questi 4 giorni di ricerca non volevamo perdere nemmeno un minuto del prezioso tempo a disposizione, ricavato faticosamente durante tutto l'anno di lavoro e impegni quotidiani. Ci siamo così ritrovati a Piombino alle 4 di mattina:  Io,  Andrea (da Roma) e Mattia (da Milano). Giampaolo ci avrebbe raggiunti l'indomani.
La prima sorpresa in prossimità dell'Isola è stato il Monte Capanne innevato. Un contrasto incredibile tra il mare e la montagna imbiancata, che ci ha però fatto capire quanto freddo durante le escursioni ci saremmo presi.

Non appena sbarcati  e avendo dormito solo qualche ora, ci siamo subito diretti in una zona di ricerca; nemmeno il tempo di  cambiarci gli abiti che eravamo già a gironzolare per i boschi.

La giornata non è stata propizia a ritrovamenti degni di nota e ,dopo molte ore in mezzo alla fitta e spinosa boscaglia,  siamo scesi soddisfatti per essere riusciti ad esplorare una zona che da tempo volevamo vedere. La notte in bianco e la stanchezza accumulata ci ha fatto addormentare come dei sassi per un'oretta in un piccolo prato. A risvegliarci il freddo pungente e la fame che nel frattempo aveva preso il sopravvento. Di corsa a casa, una doccia e una cena non proprio eccelsa per lo standard dei ristoranti elbani, ma comunque annaffiata da buoni boccali di birra e ricca di conversazioni sui pogrammi di ricerca dei prossimi giorni e sui minerali in genere. L'indomani siamo andati a prendere al traghetto Giampaolo il quale, venendo dalla Calabria, aveva anche lui viaggiato tutta la notte.

Senza nemmeno passare nella casa (che avevamo preso in affitto)  per lasciare i bagagli, ci siamo diretti in un'altra zona dove lo scorso anno avevamo trovato dei buoni campioni di quarzo ialino. Dopo varie ore di salite e giri nei boschi, un cristallo di quarzo trasparentissimo e di buone proporzioni emergeva in bella vista sopra dell'argilla. Le abbondanti piogge l'avevano lavato e messo in evidenza e sembrava solo aspettare noi!  Dopo la prima perlustrazione dell'area e i primi saggi, siamo riusciti ad individuare la vena, che, per tutta la giornata, ci ha fornito degli splendidi campioni di quarzo ialino con alcuni cristalli trasparentissimi e tramoggiati.  Un gusto unico è stato quello di levare i campioni con un semplice ausilio di un cacciavite, poiché sia le druse che i cristalli isolati erano tutti flottanti nell'argilla. Ma la "chicca", soprattutto per Giampaolo, che è un appassionato di cristalli sciolti e di cristallografia, è stata il ritrovamento di alcuni quarzi "gommoidi", studiati al tempo già dal Bombicci.
Per cui felici e con gli zaini strapieni tornando verso la macchina abbiamo raccolto anche molti asparagi selvatici, pregustandoci la cenetta che ci avrebbe preparato Giampaolo la sera. Un salto al supermercato per arricchire la tavola di bottiglie di buon rosso e cibarie varie. Poi aperitivo triplo al nostro bar preferito per festeggiare il ritrovamento e tutti mezzi brilli ci siamo ritrovati sul balcone di casa a scartare i pezzi e dargli la prima lavata per vedere bene i campioni. Giampaolo è stato costretto a "forza" unanime a dedicarsi alla cena, poichè il triplo aperitivo, nonostante avessimo svuotato il bar di tutto quello che offriva come stuzzichini, ci  aveva messo una gran fame. E così mentre noi lavavamo i pezzi, tra una pentola sul fuoco e l'altra, Giampaolo si affacciava per vedere a mano a mano i pezzi lavati. Le esclamazioni di gioia si sentivano per tutto il paese non so se dettate più dalla vista dei campioni, o dagli aperitivi e dal vino che, per ingannare l'attesa della cena, ci stavamo bevendo!
Il profumo delizioso di una pasta agli asparagi selvatici arricchita con uovo e pancetta ci ha fatto desistere nel continuare la pulizia dei quarzi e ci siamo precipitati sui piatti nemmeno fossimo digiuni da settimane!

Il giorno successivo avevamo appuntamento con un nostro amico elbano che ci avrebbe portato a visitare alcuni posti da lui conosciuti, in una sorta di turismo archeo- minerario, molto gradito sia per riposarci dalle fatiche dei giorni precedenti  che per il fatto di aver comunque già effettuato un bellissimo ritrovamento che aveva in qualche modo placato, anche se non del tutto, la frenesia dei primi giorni.

Per cui ce la siamo presa con molto relax e tra una visita e l'altra siamo riusciti, a trovare dei buoni campioni di ematite venuti alla luce in un canalone grazie alle abbondanti piogge scese durante i mesi precedenti. La sera lo chef Giampaolo, dopo ovviamente lo stop obbligatorio al bar, ci ha preparato una cenetta che ha superato ogni nostra aspettativa. Orfeo ci ha poi accolto tra le sue braccia, ma sinceramente, almeno io, non me ne sono nemmeno accorto!

La mattina successiva, ultimo giorno prima della partenza, poiché avevamo poco tempo a disposizione, le mie intenzioni erano di  tornare ai quarzi, ma ho subìto un ammutinamento da parte dell'equipaggio! La decisione a maggioranza era di andare a visitare un'altro posto che il nostro amico elbano ci aveva segnalato. A malincuore (ma manco più di tanto) ho dovuto capitolare, anche in considerazione del fatto che per raggiungere la vena dei quarzi occorrevano almeno 2 ore di cammino ( e il traghetto non ci avrebbe aspettato se avessimo ritardato) e soprattutto che a Giampaolo si  era staccata tutta la suola di uno dei suoi scarponi, e di domenica sarebbe stato impossibile trovarne dei nuovi. Così siamo andati in una zona dove il nostro amico ci aveva segnalato la presenza di alcuni filoni di epidoto. Giampaolo con lo scarpone riparato dal sottoscritto con ben 4 grosse viti nella suola.

Arrivati sul posto ci siamo accorti che non sarebbe stato facile trovare qualcosa di valido in quanto il filone principale era già stato lavorato da generazioni di ricercatori. Per cui ci siamo accontentati di effettuare delle ricerche nella discarica che col tempo si era creata approfittando anche del lavoro di pulizia svolto dalle abbondanti piogge. Le sorprese non sono mancate e siamo riusciti comunque a trovare qualche campione di epidoto ben cristallizzato e di un intenso color verde. Il luogo magnifico ha completato la gita e così ce ne siamo ritornati alla macchina, ben soddisfatti, per imbarcarci successivamente al traghetto che ci avrebbe riportato a casa.

Del viaggio restano moltissimi bei ricordi e dei buoni campioni da poter mettere in collezione. Ma soprattutto resta un legame ancora più solido tra di noi e la voglia di riorganizzare al più presto la prossima gita di ricerca.

Sommario

  1. Elba
  2. Elba dicembre 2009
  3. Elba febbraio 2010
  4. Elba Aprile 2010
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