Minerals Express - Collezionismo minerali

Salta ai Contenuti Salta la navigazione della testata
09/05/10

Mongolia - 4^ parte

Dopo molte ore di pista arriviamo, nel tardo pomeriggio, nella zona degli scavi a cassieterite, incontriamo il custode della miniera che vive in una piccola comunità che ogni tanto effettuano qualche piccolo scavo e setacciano le discariche in cerca di cassieterite da rivendere come minerale di stagno. Il custode ci spiega che la miniera non lavora da anni ma che ogni tanto vengono effettuati degli scavi a "rapina" anche da gente non del posto. Alcuni minatori ci mostrano dei cristalli sciolti di cassieterite molto lucenti e gemmosi ma rotti o imperfetti e un cristallo di quarzo leggermente fumè grande quasi quanto un braccio! Nonostante ciò ci eravamo però resi conto, che l'area era vastissima, la roccia molto dura e i filoni più interessanti erano distanti giorni di cammino.

Ci sarebbero volute delle settimane di tempo che noi non avevamo. Così abbiamo deciso di proseguire il viaggio verso le miniere di acquamarina di Utagh Url Org. Dopo due giorni di viaggio, con il furgone placenta che aveva iniziato a fare i suoi bei capricci (e sbagliando più volte pista), nel tardo pomeriggio, riusciamo ad individuare sopra una collina le prime tracce di scavo e successivamente gli scavi veri e propri. La miniera, lavorata anni addietro dai cinesi per l'estrazione di acquemarine e eliodori, risultava strutturata con tre trincee effettuate per seguire tre grandi filoni principali di quarzite inclinati di circa 45° e alcuni piccoli filoni pegmatitici secondari.

Avevo appreso che le cavità maggiori si erano aperte nei filoni principali (la più grande di c.ca un metro di diametro con delle druse di quarzo fumè, mica giallo dorata, acquemarine a volte anche nella varietà eliodoro, in druse di incantevole bellezza. Era segnalata anche la presenza di splendidi cristalli ottaedrici di fluorite. Sul posto però abbiamo avuto delle difficoltà: una piccolissima comunità di nomadi, installatasi nelle vicinanze del giacimento proprio per continuare ad estrarre ogni tanto qualche pietra, ci aveva negato la possibilità di lavorare nel giacimento. Grazie però all'autorità della neo geologa, dopo varie discussioni, ci avevano concesso il permesso di poter scavare. In Mongolia lo stato conta moltissimo, anche nelle zona più remote, per questo avere con noi una collaboratrice del museo di storia naturale, ci ha aperto in varie circostanze, numerose porte. Durante la discussione che non finiva mai, io fremevo dalla voglia di andare a visitare il giacimento, ma a causa della tarda ora, per visitare gli scavi ho dovuto aspettare il mattino successivo. Tutta la notte mi sono girato nel sacco a pelo come un wurstel sulla graticola e dormendo pochissimo nonostante la stanchezza.

Precedendo l'alba, al primo crepuscolo, ero già in piedi con la moka che gorgogliava (unico oggetto insostituibile che io e Fede ci portiamo in tutti i nostri viaggi assieme al caffè). Gli altri dormivano come ghiri strafatti dalla stanchezza e bel gir russava come una locomotiva a vapore dentro il suo pulmino-placenta.

Bevuto il caffè, nel giro di pochi minuti ero in cima alla collina aggirandomi tra le varie trincee per trovare un posto che mi ispirasse nella ricerca. Ed è successa una cosa magica, che ci crediate o meno, e  che va al di la delle normali esperienze di ricerca: il canto del vento della steppa in un'alba mozzafiato, mi ha "guidato" in una delle trincee, e levati i massi e la terra che coprivano la dura vena  di quarzite, dopo nemmeno un'ora di scavo, aprivo la mia prima geode del filone, ricca di acquemarine e quarzi fumè.

Il ritrovamento mi ha fatto andare avanti per tutto il giorno con Fede che ad un certo punto mi ha visto paonazzo (ho preso una sorta di colpo di sole), eravamo ai confini con il Gobi e le temperature di giorno in estate superano i 40° all'ombra. La mia mogliettina a mo di crocerossina, mentre io continuavo a scavare come un cinghiale e ad emettere gridolini di gioia ogni volta che usciva un pezzo dalla geode, si preoccupava di mettermi una maglietta  bagnata sulla testa poichè la mia bandana, già ai primi momenti di scavo era sparita sotto non so quanti sassi. La sera affamatissimo e con un febbrone da cavallo, in contemplazione dei pezzi ritrovati non mi curavo né del mal di testa né della febbre e della spossatezza, miracoli di noi cercatori!

Galleria fotografica

Ovoo, luogo sacro nella steppa

Ovoo, luogo sacro nella steppa

un'offerta per propiziarci il viaggio

un'offerta per propiziarci il viaggio

miniera di cassieterite

miniera di cassieterite

zona di ricerche

zona di ricerche

miniera di cassieterite, villaggio dei minatori

miniera di cassieterite, villaggio dei minatori

giovani cavallerizzi

giovani cavallerizzi

le condizioni della pista

le condizioni della pista

uno dei tanti guasti...

uno dei tanti guasti...

approvvigionamento di acqua

approvvigionamento di acqua

ancora Km e Km, ma della miniera nulla

ancora Km e Km, ma della miniera nulla

accoglienza "freddina" nei pressi della miniera

accoglienza "freddina" nei pressi della miniera

tramonto nella steppa mongola

tramonto nella steppa mongola

cena al "ristorante la steppa"

cena al "ristorante la steppa"

 e colazione da "Tiffany"

e colazione da "Tiffany"

anticipando l'alba

anticipando l'alba

vene pegmatitiche

vene pegmatitiche

filone con acquemarine e quarzi fumè

filone con acquemarine e quarzi fumè

primi ritrovamenti

primi ritrovamenti

19.JPG

19.JPG

20.JPG

20.JPG

la cura più efficace contro l'insolazione!

la cura più efficace contro l'insolazione!

doccia in economia...

doccia in economia...

Collegamenti
WOP!WEB Servizi per siti web... GRATIS!