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Poggio Bottinello (Gr) - Ritrovamento di notevoli cristalli di Melanite

Introduzione - Cenni sulla località
La località conosciuta dai mineralogisti (in particolare da quelli laziali) come  Poggio Bottinello  si trova in territorio toscano per c.ca 1 km a nord del confine regionale Toscana-Lazio ed a c.ca 5km dal paese di Pitigliano (Gr).
 A livello geologico appartiene però alla formazione del complesso vulcanico dei  Vulsini, la cui estensione maggiore è senza dubbio in territorio laziale. Una piccola diatriba campanilistica, tra collezionisti laziali e toscani, c'è sempre stata, poiché a livello amministrativo, parte della zona ricade in territorio toscano e parte in quello laziale, ma a livello geo- morfologico, la formazione apparterrebbe maggiormente al territorio laziale.
La zona è famosa da decenni per il ritrovamento di splendidi cristalli di granato andradite var. melanite, rari in grandi cristalli ma quasi sempre ben formati e lucentissimi. La località in questi ultimi anni di ricerca più assidua, ha fornito anche  altre rare specie rinvenute in questi anni sia micro che macro. La località è anche ampliamente descritta nel libro "I minerali del Lazio" e in altre pubblicazioni .
L'area è vastissima e ritrovamenti di melanite possono avvenire in molti posti. La zona migliore però, a mio avviso, rimane la zona del  Bottinello del Fosso San paolo e dei loro piccoli affluenti.
Sono più di  20 anni che effettuo ricerche nella località, e nel tempo ho esplorato tutti i fossi e i campi della zona, alla ricerca di proietti  a sanidino contenenti a volte i granati var. melanite. Per me la zona ha un non so che di "magico" e spesso ho vissuto momenti di emozioni e forti sensazioni che mi hanno portato in varie occasioni sul proietto giusto. Sembrerebbe di raccontarvi delle "storie fantastiche"  e a volte ciò che mi è capitato è risultato inconsueto anche a me stesso se ai fatti non avessero assistito mia moglie e altre persone su incredibili ritrovamenti di melanite.
Ma a parte sensazioni e fortuna ci vuole anche un occhio molto allenato per riconoscere i proietti mineralizzati che si confondono con altre rocce dello stesso colore, soprattutto quando gli stessi sono sommersi dall'acqua. La ricerca è molto divertente, ma non come quando si lavora in un filone e  per chi ci va la prima volta, può invece risultare un tantino deludente, sia per il tipo di ricerca che per la scarsa percentuale di rinvenimenti.
Personalmente nel tempo ho ritrovato, a parte le melaniti, anche cristalli fino a 1 centimetro di titanite, zircone rosa, fluoroapatite e  un cristallo di augite di notevoli dimensioni e, in un punto particolare del fosso, anche proietti metamorfici contenenti vesuvianite e granati grossularia. Questi ultimi, a differenza di quelli ritrovati nella zona di Case Collina e limitrofe nel Comune di  Pitigliano, risultano essere molto rari nella zona soprattutto in cristalli ben formati e di grandi dimensioni.
Le percentuali di proietti "utili" sono molto basse e spesso e volentieri i granati risultano riassorbiti, altre  volte sono esterni al proietto e questo rende ancora più difficile il rinvenimento di campioni estetici e ben cristallizzati per non parlare poi di cristalli di grandi dimensioni.
 Così la maggior parte delle volte sono tornato a casa a mani vuote ma in alcuni casi la località mi ha donato splendidi campioni di granati, alcuni di carattere eccezionale, come questi ultimi rinvenuti la scorsa settimana.

Il Ritrovamento
Merita a questo punto raccontare come è avvenuto il ritrovamento :
Sapevo che il fosso la Nova era stato visitato di recente, e io stesso mi ci ero recato 1 settimana prima del ritrovamento, accompagnando nella sua prima uscita di ricerca un amico collezionista alle prime armi. In quell'occasione avevamo già rinvenuto 2 discreti campioni uno di granati melanite e l'altro di granati grossularia di un particolare color giallo canarino, rinvenuti dal sottoscritto per la prima volta nel fosso.
Ma una strana sensazione mi continuava a pervadere anche dopo l'escursione, per cui la settimana successiva avendo in programma di tornare all'Elba in giornata, avevo inserito nel week end anche una seconda visita al fosso La Nova.
Al rientro dall'Elba, dove continuando a lavorare la vena trovata in precedenza avevamo ritrovato dei magnifici cristalli di quarzo, (descritti nella pagina dedicata all'Elba) siamo andati al Bottinello. Nonostante la stanchezza del giorno precedente (eravamo partiti alle tre del mattino), abbiamo cominciato a risalire il fosso. Avevo avuto una sensazione molto forte nei giorni prima, sensazione confidata ad un caro amico prima della partenza. Ma nonostante questo, non eravamo riusciti a trovare niente di eccezionale ma solo un proietto delle dimensioni di un mezzo melone che esternamente mostrava delle piccole geodi e per cui, fornendo anche materiale di studio per gli amici che collezionano micromounts, senza pensarci su troppo, l'avevo raccolto e posto dentro lo zaino senza preoccuparmi di imballarlo.
Arrivati a casa, la prima attenzione è stata per i quarzi ritrovati il sabato. Durante le prime operazioni di pulizia, mentre il mio amico e compagno di ricerche di questi 2 giorni, tra una chiacchiera e l'altra con me e mia moglie Fede, continuava a lavare i pezzi, io avevo estratto il proietto e distrattamente lo avevo posto direttamente sotto il getto dell'acqua corrente. Ad un certo punto, via via che il fango si toglieva, sono apparsi due cristalli incredibili (che all'inizio pensavo, viste le dimensioni, fossero dei sassi lavici inglobati nel fango).
Ma non erano sassi, erano due grandi cristalli di granato andradite var. melanite di notevoli dimensioni (il più grande di 2,3cm), l'emozione ha preso il sopravvento e saltando per tutto il prato di casa gridavo: non ci posso credere! Non ci posso credere! Fede e Mattia nel frattempo, dapprima allarmati dalle mie grida, capita la situazione, mi hanno letteralmente bloccato per vedere anche loro il meraviglioso campione. Le parole a questo punto non bastano per rendere giustizia al pezzo, ma le foto sono abbastanza eloquenti. Ripresomi dallo shock positivo abbiamo cominciato con i se e i ma: pensa se avessi rotto il pezzo, pensa se avessi avuto altri sassi nello zaino e si fosse danneggiato. Con il senno di poi si può pensare di tutto, ma la verità è che quel proietto con quei meravigliosi cristalli era lì ad attendermi da milioni di anni!

galleria fotografica

Proietto sanidinitico con xx di melanite di 2,3 cm.
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Augite, grosso cristallo parzialmente corroso do oltre 5 cm di diametro
vesuvianite x parzialmente corroso di oltre 6 cm
Grossularia xx di 0,5 mm
grossularia dettaglio
Fosso la Nova Gr
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La ex cava con le grotte villanoviane