Minerals Express - Collezionismo minerali

Salta ai Contenuti Salta la navigazione della testata
06/12/09

Elba dicembre 2009

Racconto di Andrea Cristofalo

Mattina del 9 dicembre 2009, dopo aver passato tre intensi giorni alla mostra di minerali di Roma siamo ormai prossimi alla partenza.
Per me è un'emozione da grande evento, di quelle cose che non vedi l'ora che inizino: dopo aver sentito tutti i racconti degli amici, dopo aver letto tutto o quasi sull'argomento, dopo aver visto sulla cartina tanti posti di cui però  hai solo sentito parlare è il momento di andare all'Isola d'Elba, DAL VIVO!

Nel primo pomeriggio di venerdì Io e Giampaolo partiamo da Roma, dal piazzale dell'Hotel Ergife tanto noto a noi tutti collezionisti per l'annuale mostra di minerali e Fabio da casa con Ignacio, un amico argentino che aveva partecipato anche lui come espositore alla mostra.

Abbiamo davanti quasi 250 km di Aurelia da fare, l'appuntamento è all'imbarco di Piombino.

Facciamo una breve sosta al supermercato per  fare provviste e dotarci del minimo indispensabile per sopravvivere dignitosamente questi tre giorni di trasferta. Una parola su Giampaolo: bastava assistere alla spesa per intuire che avevamo tra noi un professionista dei  fornelli!  Ma avremo modo di riparlarne.

Poco prima delle 17,00 siamo al porto, ci incontriamo con Fabio e Ignacio, prendiamo un caffè e ci imbarchiamo. Ovviamente dopo  i saluti di rito, l'argomento principe è la "nostra" Isola, i suoi minerali: dalle storiche collezioni di illustri personaggi e meno, fino agli ultimi ritrovamenti dei nostri giorni. La voglia cresce, non vediamo l'ora di iniziare a cercare!

Ceniamo al ristorante sotto casa e via a dormire, domani si comincia.

Partenza la mattina presto, obiettivo quarzi,  destinazione: una zona  dove lo scorso anno Fabio e Giampaolo avevano già rinvenuto dei discreti campioni, alcuni con xx ialini sino a 6 cm. La vastità della zona e la sua scarsa frequentazione prometteva ancora la possibilità di effettuare qualche buon ritrovamento.

In questo periodo l'Elba è veramente deserta. Una volta sul posto, ci cambiamo e, zaini in spalla, iniziamo l'esplorazione.

Ci inoltriamo nel bosco alla ricerca di qualche traccia nella terra e dopo qualche decina di minuti di salita già iniziamo a vedere che la zona marca bene.

Parliamo di piccoli cristalli, frammenti o puntine di quarzo anche di pochi millimetri.

Solo lontanamente ricordano i campioni estetici delle mostre, ma l' emozione di incontrarli in natura per la prima volta non si scorda facilmente. 

Gli sguardi degli esperti del gruppo  mi lasciano intendere che mi entusiasmo veramente con poco!

Mi rendo conto che col passare del tempo si diventa sempre più esigenti con i ritrovamenti, ma questi pezzettini decisamente brutti resteranno per me sempre "i miei primi quarzi dell"Elba".

Ci separiamo per ampliare la zona di ricerca, dopo un pò ci chiama Giampaolo cha ha identificato delle tracce promettenti. Troviamo una vena di quarzite nascosta dalla vegetazione, e iniziamo a lavorare a turno.
Andiamo avanti per alcune ore e alla fine tiriamo fuori dei discreti campioni , in particolare un bel biterminato trasparente degno di nota. Ignacio, abituato a ben altra abbondanza in terra Argentina, dove, nelle sue zone, ci racconta che sui quarzi ci si cammina sopra, non sembra minimamente emozionato dai ritrovamenti, anche se ammette che i cristalli sono molto limpidi ma "mucho pequéni" molto piccoli!.

Proseguiamo l'esplorazione immersi nel bosco  ma senza altre belle sorprese, fino a quando non inizia a calare il sole e ci ritiriamo di buon ordine dirigendoci al nostro bar vicino casa per festeggiare degnamente la giornata con un paio di giri di prosecco.

Il primo giorno si conclude con una spettacolare carbonara che ci permette di apprezzare, oltre al fiuto per i quarzi,  anche le doti culinarie di Giampaolo.

Il secondo giorno inizia con una ricerca di altra natura: delle scarpe adatte per il nostro amico argentino, visto che le sue calzature civili le aveva sacrificate il giorno prima per la buona causa dei quarzi.

Oggi  la destinazione è il Monte Capanne, zona Forcioni, alla ricerca delle famosissime tormaline elbane, miraggio di qualsiasi ricercatore.

Sarà stata l'emozione o l'inizio della mattinata un pò movimentato ma ci avventuriamo per l'altura peggio dell'armata brancaleone: senza acqua,  e con solo qualche merendina per pranzo!

Arriviamo all'ormai stranoto filone del '92, e mentre Fabio si dedica a proseguire il vecchio scavo aprendo diverse geodine con quarzo,ortoclasio e lepidolite, Giampaolo, Ignacio ed io ci divertiamo con spazzolino da denti e pennellino a raspare in discarica.

La giornata non ci ha gratificato di pezzi da museo, alla fine il più contento sono io che, al solito, mi accontento di poco e che mi porto a casa qualche pezzetto di ortoclasio e radici di tormalina indegni anche della discarica...

 Dopo due giorni nei boschi ci avventuriamo  nella civile Porto Azzurro per  una visita all'unico negozio di minerali aperto e alla vana ricerca di un bar, alla fine decidiamo di non interrompere la tradizione e torniamo al nostro bar sotto casa per un altro doppio aperitivo, ritemprando lo spirito e pianificando la giornata successiva.

Ma le sorprese non sono finite, Giampaolo si supera in cucina e, mentre noi ci diamo una ripulita, ci presenta a tavola una frugale cenetta: antipasto di aringhe, polpo in insalata di patate e linguine con i calamari che innaffiamo con un buon vinello del posto.   Complimenti vivissimi al cuoco!

Il  giorno successivo ci separiamo, Giampaolo e Ignacio passano la giornata a fare turismo "classico", dalle residenze napoleoniche ai vari splendidi paesi dell'Isola,Fabio ed io ripartiamo per i Forcioni per esplorare qualche zona diversa e fare un'altra visita al filone del giorno precedente. 

A modo nostro facciamo turismo anche noi: emozionante è stato vedere gli scavi del Celleri di fine '800, poco sopra i filoni aperti nei giorni nostri e ritrovare in un ruscello che passa accanto ad un filone aperto nel bosco le tracce di fusione delle lavorazioni metallurgiche risalenti all'epoca etrusca o romana.

 Alla fine torniamo a casa con lo zaino praticamente vuoto, ma comunque contentissimi per una giornata passata esplorando,  e divertendoci in mezzo ad una natura bellissima, resa ancor più affascinante dalla quasi totale mancanza di anima viva.

Visto che abbiamo tempo diamo una pulitina ai quarzi che avevamo preso il primo giorno e facciamo la divisione del raccolto, tutti soddisfatti del bilancio della spedizione.

Siamo arrivati quasi alla fine del nostro tour, non possiamo farci mancare il tradizionale aperitivo serale prima di dedicarci agli avanzi (pochi) della cena del giorno prima.

Ultimo giorno: abbiamo il traghetto nel primo pomeriggio e ci organizziamo l'itinerario per andare a vedere le bellissime scogliere diCapo D'Enfola e Punta Penisola.

Armati di sola macchina fotografica (la zona è parco naturale) immortaliamo gli splendidi sanidini inclusi nella roccia, campioni eccezionali per forma e dimensioni; il tempo bellissimo non fa che aumentare il dispiacere di dover ripartire , ma già pensiamo a quando potremmo tornare studiando il calendario dei turni, dei ponti e dei giorni di ferie da dedicare alla nostra prossima ricerca.

Sommario

  1. Elba
  2. Elba dicembre 2009
  3. Elba febbraio 2010
  4. Elba Aprile 2010
<< ElbaElba febbraio 2010 >>

Vai alla prima pagina

WOP!WEB Servizi per siti web... GRATIS!