Minerals Express - Collezionismo minerali

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13/05/10

04 - Gli acidi e altri prodotti

Avvertenze:

Gli acidi, anche i più blandi, possono essere molto pericolosi, il loro vapori possono causare danni all'apparato respiratorio agli occhi e alle mucose ed essere corrosivi per molti materiali.

UTILIZZARE SEMPRE LE ACCORTEZZE E LE NORME  DI  SICUREZZA DESCRITTE NEL CAPITOLO 1.

La diluizione deve sempre essere effettuata versando l'acido nell'acqua e MAI al contrario.

Verranno qui di seguito descritti solo gli acidi meno pericolosi, per gli altri (Fluoridrico, Nitrico, Acqua regia, Solforico) se ne sconsiglia l'uso se non esperti e se non si possiedono strumenti di laboratorio (come la cappa aspirante) atti a maneggiare e smaltire questi prodotti in tutta sicurezza.

ACIDO CLORIDRICO O MURIATICO

Si utilizza soprattutto per togliere la calcite e gli altri carbonati (per alcuni dei quali è necessario che l'acido sia caldo).

Di solito (soprattutto per rimuovere la calcite) si usa diluito nella proporzione di 1 volume di acido in 3 parti di acqua (soluzione forte) oppure 1 volume di acido in 10 volumi di acqua (soluzione blanda).

L'acidatura di un campione deve essere costantemente seguita per togliere il pezzo quando si ritiene che la rimozione dei carbonati sia proporzionata al campione. Infatti molte volte non è necessario spingere a fondo l'acidatura fino alla rimozione completa della calcite poiché la stessa in molti campioni, se lasciata parzialmente, accentua l'esteticità del pezzo e mette in evidenza maggiormente il contrasto tra cristalli e matrice.

Poiché ogni campione reagisce in maniera differente da un altro non è possibile stilare una tabella con tempi e diluizioni esatte. L'esperienza acquisita con il tempo ci consentirà di scegliere i tempi e le diluizioni ottimali.

Il cloridrico si utilizza anche per la rimozione di ossidi di ferro e di terre contenenti carbonati e per le sostanze organiche e, di solito diluito con acqua, si utilizza per una prima preparazione dei campioni.

I campioni acidati o trattati con cloridrico devono poi essere spurgati in acqua pura per vari giorni onde evitare anche le minime tracce di acido che creerebbero, una volta asciugato il campione, delle antiestetiche macchie gialle.  E' buona norma quindi evitare che il pezzo si asciughi prima che l'acido sia completamente  tamponato. Per eliminare l'acido dal campione si può immergere lo stesso in acqua e bicarbonato di sodio (2-3 cucchiai in una bacinella d'acqua) fino a che non vi sia più la minima effervescenza e dopo in acqua pura (cambiando la stessa almeno una volta ogni 12 ore). Si può utilizzare anche l'ammoniaca anche se in certi casi reagisce accentuando la fuoriuscita del giallo. Nel caso, dopo asciugatura, rimangano sul campione delle tracce di giallo si possono rimuovere ponendo lostesso in ammollo dentro acqua e candeggina e successivamente in acqua pura, o in acido citrico diluito.

Per un maggior risultato soprattutto sugli ossidi di ferro l'acido deve lavorare possibilmente a caldo.

ACIDO ACETICO E  CITRICO

Sono acidi abbastanza blandi e vengono utilizzati per acidature leggere e su minerali che verrebbero attaccati maggiormente da altri acidi. Si utilizzano anche per tamponare le soluzioni di ditionito di sodio (vedi capitolo a parte soluzioni e miscele). Il citrico si utilizza anche come "depuratore" nei campioni sottoposti prima al trattamento con acidi più forti.

ACIDO OSSALICO

Si presenta in commercio come una polvere bianca cristallina (di solito si trova nelle grandi ferramente o nei fornitori di laboratori per la lavorazione del marmo)

E' velenoso se ingerito, ma le soluzioni diluite si possono maneggiare con tranquillità anche se è d'obbligo l'uso dei guanti. Si utilizza diluito in acqua distillata poiché in acque dure crea la precipitazione di ossalati di calcio insolubili che andrebbero a depositarsi sui pezzi in immersione.

Si utilizza per rimuovere gli ossidi di ferro, ma in alcuni minerali più delicati è preferibile l'utilizzo del ditionito di sodio. La soluzione a caldo è molto più efficace di quella fredda. Si può utilizzare anche assieme all'acqua ossigenata a 130vol, la quale con l'effervescenza che produce non consente la deposizione (pur minima se si utilizza acqua distillata) degli ossalati ed aiuta nella rimozione dello sporco.

ACIDO TARTARICO

è simile all'ossalico ma ha il vantaggio di non formare ossalati di calcio, più difficile però reperirlo in commercio rispetto all'ossalico.

PIROSOLFITO DI SODIO

E' un acido blando che si utilizza principalmente per togliere le patine nerastre di ossididi manganese poiché ha poco effetto dannoso sugli altri minerali.

DITIONITO DI SODIO

Si presentain cristalli bianchi o in polvere che se respirata può irritare le mucose. Presenta un forte e tipico odore di zolfo. Viene utilizzato soprattutto per togliere le incrostazioni di ferro in minerali più delicati come fosfati ecc. Sulle pegmatiti se utilizzato da solo può lasciare una patina verdastra che deve poi essere rimossa con altri reagenti, per questo di solito su questo tipo di materiale deve essere utilizzato in miscela con altre sostanze (che vedremo più avanti).

E' comunque uno tra i prodotti più utilizzati anche per pulire solfuri, ossidi e tante altre specie. Lavora molto bene a caldo ma si riduce di molto la durata della soluzione che va cambiata più volte sino al raggiungimento del risultato voluto. Miscelato con acqua ricca in ferro colora immediatamente la soluzione di rosso rischiando di tingere i minerali in immersione, per questo si raccomanda l'utilizzo di acqua distillata.

FOSFATANTE-DESOSSIDANTE.

Sono prodotti a base di acido fosforico ed altri, si trovano comunemente sul mercato e servono per togliere ruggine e ridurre le ossidazioni. Si utilizzano in special modo per pulire rame nativo, argento e tutti i solfuri, ma anche ossidi come l'ematite ecc Se ne sconsiglia l'utilizzo su minerali delicati.

AMMONIO

Viene utilizzato per rimuovere sostanze organiche (comprese le patine organiche nere che spesso si formano sui minerali) o per tamponare i pezzi dopo le acidature. Prima di utilizzarlo come tampone provare su campioni sacrificabili poiché a volte, soprattutto su campioni trattati con cloridrico, può arrossare di nuovo le matrici.

ACQUAOSSIGENATA 130 Vol.

E' utilissima per la prima pulizia dei minerali, lo sviluppo costante di ossigeno permette la rimozione di una grande percentuale di detriti dai cristalli ed inoltre ha un effetto sbiancante. ATTENZIONE poiché in presenza di manganese (anche in minime tracce) la reazione di sviluppo di ossigeno si fa rapida e violenta con un forte aumento della temperatura e una fumata bianca. E' consigliabile l'utilizzo di una bacinella molto larga per permettere all'ossigeno che si sviluppa di evaporare più facilmente e comunque di utilizzarla in luoghi aperti o ben areati. Prima di immergere molti campioni è meglio testare la reattività ponendo alcune gocce su una parte di una matrice. ATTENZIONE agli schizzi soprattutto per gli occhi, a contatto con la pelle lascia delle macchie biancastre che pizzicano per un pò.  Utilizzare quindi guanti grembiule e occhiali di protezione. Non coprire mai il recipiente.

CANDEGGINA

Viene utilizzata come l'ammonio e in più è un ottimo sbiancante soprattutto dopo che i pezzi, una volta lasciati in acqua, dopo un trattamento con acidi, presentano le macchie giallastre. Si utilizza anche per aumentare la reazione dell'acqua ossigenata a 130 vol. versandola prima sui campioni e successivamente versando l'acqua ossigenata.

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