Minerals Express - Collezionismo minerali

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30/01/10

La nostra Africa - 3^ parte

Arriviamo ad un piccolissimo villaggio Masai verso metà pomeriggio e poi ancora un pò di strada verso la meta finale: una miniera a conduzione familiare dove, un amico del nostro capo dell'agenzia (da ora nella narrazione solo Capo), ci stava aspettando in prossimità dell' unica baracchetta costruita esclusivamente con grossi blocchi di rubizoisite dove spiccava una scritta in swhaili con un significato molto eloquente, "waladi camp" (villaggio dei disperati!). Il proprietario, dopo pochi minuti di conversazione, si è subito rivelato una persona molto disponibile e simpatica. Montato il campo e disfatti i bagagli (si fa per dire!) da un rapido controllo disponevamo solo di: due felpe leggere, due frontalini, macchinetta fotografica e antimalarico! Ai piedi di entrambi spiccavano i sandaletti estivi da mare (eravamo partiti dall'Italia con un caldo torrido) che sembravano suggerirci ghignando: forse dovevate partire con gli scarponi ai piedi! Pazienza, l'mportante era essere arrivati! Dopo un breve giro, la miniera, pur se a conduzione familiare e in una zona isolatissima, mi era apparsa molto ben organizzata poiché possedeva un grande generatore di corrente, un compressore e addirittura un carrello su binario che scendeva nel pozzo inclinato e veniva utilizzato per il caricamento del materiale. Dopo il rapido giro della miniera, siamo subito andati a visitare alcuni filoni presenti nelle vicinanze ma, data l'ora tarda, abbiamo raggiunto però solo quelli più vicini: pegmatiti, intere collined i quarzite, filoni tipo rodingitici così grandi che quelli di Bellecombe sembravano i figli minori. Tali filoni, anche se poco cristallizzati ma di dimensioni tali da non consentire un rapido giudizio in merito alla possibilità di eventuali ritrovamenti di minerali, anche se, dagli scavi di saggio effettuati dai ragazzi che lavoravano alla miniera, mi ero già reso conto che difficilmente si poteva trovare qualcosa di veramente bello.

Dopo una notte gelida, passata dormendo abbracciato a Fede su due materassi e con una sola misera copertina, l'alba anche se fredda era stata il nostro sogno notturno perché poneva fine alla nostra tortura. Dopo aver fagocitato l'abbondante colazione, di lavarci nemmeno a pensaci data la scarsa disponibilità di acqua che veniva portata a fatica dentro una cisternada un vecchissimo e scassatissimo camion, abbiamo finalmente potuto osservare dettagliatamente tutta la miniera. Filoni di rubizoisite affioranti e non ancora  toccati, e alcuni esemplari cristallizzati di rubino, che un masai ci offriva (tutti rigorosamente spaccati con delle pinze) ad un prezzo vergognosamente alto. Un giro in discarica di pochi minuti e già non sapevamo più dove riporre e come trasportare i pezzi che avevamo raccolto tra cui spiccavano alcuni campioni di rubino di dimensioni notevoli. La sera prima a cena nel frigorifero naturale che è la zona montuosa cui avevamo allestito il campo tendato, il proprietario della miniera dopo ore di conversazione si era rivelato (nei limiti di un africano, per i quali prima vengono i profitti e poi tutto il resto) abbastanza appassionato di minerali, e così, dopo il giro della miniera, aveva acconsentito di accompagnarci in una perlustrazione (durata poi 3 giorni) delle montagne limitrofe per vedere quali vene pegmatitiche o filoni vari potessero essere oggetto di una futura coltivazione.

Dopo due giornate di dure escursioni (le distanze per glia fricani sono molto relative, loro vanno a piedi da quando incominciano a muovere i primi passi, e una zona vicina vuol dire almeno 3-4 ore di cammino per raggiungerla) mi ero ormai convinto che la zona anche se potenzialmente poteva essere buona,  poichè immensa er icchissima di fenomeni di metamorfismo e contatti tra differenti tipi di rocce in un contesto geologico molto complesso, al momento, dato anche il poco tempo a disposizione per poter effettuare altre esplorazioni, non avrebbe dato campioni significativi se non quelli presenti nella miniere: cioè rubini e rubizoisite. Mentre però cominciavo a rassegnarmi sulla scarsa probabilità di ritrovamenti eclatanti, il secondo giorno, dopo una mattinata di cammino e la visita infruttuosa a vari filoni di quarzo, il proprietario della miniera cip orta a conoscenza che in una collina in prossimità di un villaggio i masai stessi avevano "scavicchiato" e trovato della pietre azzurre e verdi! Tra ild ire "andiamo" ed essere sul posto, credo sia passato nemmeno un minuto! Durante il cammino di avvicinamento allo scavo dei Masai, Fede trova il primo pezzetto azzurro, lo guardo bene dapprima penso a chissà che, poi trovando anche altri pezzi più grandi, riesco a capire che ci troviamo di fronte a cianite, minerale di certo non raro, ma qui di un bellissimo colore azzurro e verde petrolio. Arrivati al buco, rovistando nella discarica trovo dei blocchid i quarzo con inclusi dei bei granati, credo spessartina, anche se non molto trasparenti e ben fatti. Mentre mi accingo a scendere nel buco, mi fermano e mid icono di stare attento perché all'interno potrebbero esserci dei cobra e che comunque loro non sarebbero scesi con me. Cambio rapidamente idea, forse è meglio che continui a cercare fuori! Nella zona, ci hanno poi raccontato, soprattutto tra i buchi e gli anfratti delle rocce, vivono numerosi cobra, solo che, ci spiegano, sono timidi ed è molto difficile incontrarli e meno male! Vii mmaginate noi con i sandaletti camminare nell'erba alta e magari avere un incontro ravvicinato con le care bestioline? In effetti, per i locali che scavano è un grosso problema, soprattutto se lo scavo si lascia per qualche tempo e poi si vuole riprenderlo. Nel frattempo sento un urlo di Jhon, penso subito ad un cobra, invece il "fortunello" ha trovato un filone di cianite! Devo spendere due parole su John, il quale, oltre ad essere un'ottima persona, sin dal primo viaggio, ha subito manifestato un interesse notevole per  i minerali, un pò perché giustamente pensa ad un piccolo business (ha 1 moglie et re figli da mantenere) ma soprattutto, secondo me, è entrato in lui il germe della ricerca. La conosco bene la bestiolina e se si insinua nel cervello non esce più! John ha la febbre della ricerca, si vede, cammina a testa bassa, raccoglie tutto ciò che non si muove, a volte per vedere le rocce ch eincontriamo durante il viaggio rischia di andare fuori pista. Ha sviluppato in pochissimo tempo un ottimo occhio e adesso, dopo il nostro secondo viaggio con lui, non dico che è esperto, ma ha acquisito una buona esperienza e potenzialmente potrebbe diventare un bravo ricercatore. E proprio lui scopre un filone molto potente ricco in granati al contatto della vena con il granito (che purtroppo data la roccia molto friabile si sfaldano tutti) ma soprattutto ricchissimo di cristalli di cianite gemmosa di un bellissimo colore blu sino ad arrivare ad un verde petrolio molto insolito e gradevole e diopside di vari cm di un belc olore verde mela. E' inutile dirvi che dopo un'oretta cominciavano già ad uscire pezzi gradevoli, ma in Africa, soprattutto in agosto, la notte arriva prestissimo e così nella semioscurità ci avviamo al campo con l'ntenzione di tornare il giorno dopo più attrezzati e con alcuni ragazzi della miniera per continuare lo scavo, non prima però di esserci fermati al villaggio ed aver comprato due copertine masai molto sottili e quasi inutili ma che, almeno psicologicamente, ci avrebbero aiutato a passare un po meglio un'altra fredda notte.

L'alba come sempre benvenuta, stavolta anche per la frenesia di tornare alla cianite e scavare ancora. Così facciamo, escono tre sacchi di pezzi, i più belli e delicati li avvolgo come posso (non abbiamo giornali, né altro materiale) così utilizzo le uniche due felpe che abbiamo (per fortuna di giorno fa molto caldo) e tutte le foglie e l?'rba che riesco a trovare, gli altri pezzi vengono messi dentro dei sacchi in maniera molto rude nonostante le mie raccomandazioni, meno male che i pezzi migliori li ho con me!

Di rientro al campo, dove il telefono non prende, decidiamo, poiché eravamo nella tabella di marcia prevista dal nostro programma di massima, di tornare verso Arusha per avere notizie dei nostri bagagli e per poi andare a visitare un'ltra zona mineraria relativamente vicina alla città.

Galleria fotografica

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masai

masai

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richiesta permessi di ricerca dai capo villaggi

richiesta permessi di ricerca dai capo villaggi

la curiosità non ha età

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6miniera di rubini

6miniera di rubini

7 (2)

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rubini nella zoisite verde

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discesa dei minatori

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argano

argano

ricerche nel filone a cianite e granati

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12 (2)

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13

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potenti mezzi di scavo..

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grande cavità pegmatitica

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cenetta romantica

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