Minerals Express - Collezionismo minerali

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20/01/10

La nostra Africa - 4^ Parte

Appena il telefono ha campo ci mettiamo in contatto con il Capo il quale ci comunica che i bagagli dovrebbero arrivare nel pomeriggio. Accompagnati da questa buona notizia arriviamo ad Arusha e ci sistemiamo in un albergo molto sporco e pieno di acari (è agosto e i posti scarseggiano) e finalmente dopo 4 gg ci laviamo! Siamo però costretti ad infilarci di nuovo i nostri abiti sudici aspettiando con impazienza notizie dei nostri zaini. Arriva la sera e ancora niente! Jhon nel venire a prenderci per portarci a casa sua dove ci ha invitati per la cena, ci dice che dei bagagli non si hanno più notizie! Così, al rientro in albergo, vista la situazione, decidiamo per l'indomani di ricomprarci gli scarponi e qualche indumento e di proseguire il viaggio senza aspettare più i nostri zaini. La mattina ci viene a prendere Jhon e ci porta delle buone notizie, i bagagli sono arrivati e stanno all'aeroporto di Arusha, erano lì già da ieri però, siccome vi era stato un cambio di turno dei dipendenti dell'aereoporto, nessuno si era preso la briga di controllare! Perdiamo praticamente una mattinata per recuperarli e finalmente ripartiamo alla volta di una zona montuosa tra il lago Eyasi e il lago Manyara, dove un uomo mandato in perlustrazione dal Capo (rivelatosi successivamente un incompetente fannullone), aveva raccontato di una zona ricca di minerali. Per raggiungere il posto dovevamo metterci 4-5 ore ed invece, alle 10 di sera, eravamo ancora in mezzo al bush  con il capo di un villaggio della tribù degli Iraqw che ci guidava attraverso un sentierino appena accennato (dove ovviamente doveva passare anche la jeep) e che voleva a tutti i costi, anche per la nostra sicurezza, che piantassimo le tende nel suo boma. Per arrivarci però vi erano una diecina di Km in mezzo al bush senza una pista e per riuscire a passare su alcuni tratti pieni di fitti  cespugli spinosi, ci siamo dovuti aprire la strada con i machete. Finalmente nel boma, nonostante la stanchezza, ci sentiamo particolarmente euforici, la notte è dolcissima, e noi siamo in un recinto circolare fatto di spine di acacia che serve da protezione contro iene ed altri animali sia alla tribù  che al loro bestiame, è una sensazione bellissima perché sembra esser tornati indietro nel tempo.

Il fuoco crepita e un pò a gesti un pò con l'aiuto di Jhon intentiamo una conversazione con il capo villaggio che a stento parla swahili, offertosi di farci da guida al posto dell'incompetente ingaggiato dal nostro Capo. Cerchiamo di  capire dove saremmo dovuti andare l'indomani e soprattutto che tipo di minerali avremmo potuto  trovare. Lui però  di minerali ne sa poco ma conosce le zone degli scavi . Decidiamo quindi di andare ad infilarci nei nostri caldi sacchi a pelo (quanto ci sono mancati a Longido!) per poi l'indomani farci una bella scarpinata per vedere la zona direttamente con i nostri occhi. Mi addormento sognando cristalli enormi e gemmosi di tanzanite, tsavorite e rubini in associazioni impossibili che solo la mia fervida immaginazione sa creare.

La mattina mi sveglio con una strana sensazione, sono debole ed ho la febbre, decido comunque di muovermi ed incominciamo a camminare su e giù in una zona collinare ricca di piante spinose tra cui spiccano alcuni arbusti con spine tremende che qui chiamano ndogo kidogo "aspetta un pò" e dopo essere rimasto praticamente bloccato senza riuscire a muovermi se non producendo lacerazioni agli indumenti ed alla mia pelle, capisco perché hanno tale nome! La camminata, date le mie condizioni, è per me una tortura e, finalmente, dopo ore interminabili, arriviamo in un posto dove vi è un grande scavo, una rapida perlustrazione però mi permette di accertare che è solo un filoncello di quarzo ametista tra l'altro di scarsa qualità. Mi arrabbio molto, anche perché davevo gia visto in città alcuni di questi campioni e  mi ero fermamente espresso con il Capo di non voler perdere tempo (visto che non ne avevamo molto) a vesitare la zona. Piuttosto volevamo esplorare una zona limitrofa dove avevano trovato alessandriti e rubini. Gli africani però sono così, tu gli chiedi di andare in un posto, loro ti rispondono di si e poi ti ritrovi da tutt'altra parte! Sono nervosissimo per la perdita di tempo ma forse sono soprattutto la febbre e la debolezza che mi pongono in questo stato d'animo. Una volta tornati al campo decidiamo di ripartire poiché anche al ritorno, percorrendo un altro sentiero ed avendo esplorato altri affioramenti pegmatitici, ci eravamo resi conto che non valeva la pena restare nella zona. Avremmo quindi dovuto esplorare altre zone limitrofe ma questo però avrebbe richiesto molto tempo e giornate intere di cammino poichè nella zona non vi erano molte piste e noi avevamo solo pochi giorni da dedicare alla zona. L'area immensa e le notizie raccolte da me prima di partire parlavano di alessandriti, tormaline e rubini, ma troppo demoralizzato e, soprattutto a causa della debolezza causata dalla febbre, decidiamo di non continuare l'esplorazione. La zona che ci circonda è così vasta e montuosa che, in un certo senso, pare sfidarci oltre i limiti possibili. Mentre siamo sulla strada di ritorno, imbottito di farmaci che avevano attenuato le mie condizioni, la mia mente si tranquillizza un pò e ripensando alla notte passata nel boma e alla bellezza selvaggia di quei luoghi, che hanno già preso un posto particolare nel mio cuore, mi riprometto di tornarci con più tempo a disposizione. Scopro poi (dalla dissenteria continua) che ho preso una brutta infezione intestinale che per un pò di giorni non mi darà tregua scomparendoe ricomparendo all'improvviso, e alla fine fortunatamente debellata con degli antibiotici portati da casa.

Galleria fotografica

pista in notturna

pista in notturna

nel boma di un gruppo di Irawq

nel boma di un gruppo di Irawq

IMG 0187

IMG 0187

la zona di ricerca

la zona di ricerca

area a filoni con tormaline nere

area a filoni con tormaline nere

ricerche minerarie

ricerche minerarie

ricerca mineraria ad epidoti

ricerca mineraria ad epidoti

filone pegmatitico

filone pegmatitico

acqua da un fiume in secca

acqua da un fiume in secca

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