Minerals Express - Collezionismo minerali

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19/01/10

La nostra Africa - 6^ Parte

La mattina, mentre facciamo colazione, Jhon ferma due persone per chiedergli la strada per proseguire verso Dar Es Salam e casualmente, ma non proprio, (gli africani quando si incontrano prima dichiedere qualche informazione parlano dei loro cavoli per un'ora cosa che sarebbe bella se succedesse ancora anche da noi!) scopriamo che i due sono i proprietari delle più grandi miniere di tormaline cromifere della zona! Ma le miniere distano c.ca 80 Km di pista nelle Usambara, significa dover tornare indietro, un'altra giornata massacrante di pista, per poi magari trovare poco o niente a livello di pezzi da collezione (visto che tra l'altro tritano tutto e prendono solo i pezzi da gemma per i tagliatori) prendiamo comunque il loro indirizzo ma decidiamo di proseguire verso Dar Es Salam.

Attraversiamo Tanga una città sul mare, tranquilla ea bbastanza pulita e soprattutto non caotica e pericolosa come Arusha, perchè qui non ci sono grandi occasioni di affari soprattutto con i turisti (molto rari), per cui si respira un'aria diversa piacevole e rilassante. A John  Tanga piace molto e vorrebbe trasferirvisi ma proprio perché non ci sono i grandi parchi del nord e pochissime attività lavorative, per lui sarebbe impossibile trovare lavoro. Decidiamo di prenderci una giornata di relax e di dirigerci verso Dar con calma fermandoci una notte a Bagamoyo (letteralmente: lascia qui il cuore), perché un tempo gli schiavi provenienti dall'interno, erano raggruppati proprio in questa zona per poi essere deportati in altri Paesi.

Bagamoyo è una piccolissima cittadina sul mare a c.ca 150Km da Dar ed è una bellissima località balneare che affaccia sull'Oceano Indiano, lunghe spiagge bianche scarsamente frequentate dai turisti stranieri poiché di fronte, a circa un'ora di aereo, c'è la più famosa Isola di Zanzibar che li fagocita quasi tutti. A Bagamoyo vi sono alcuni resort di lusso utilizzati soprattutto dai ricchi uomini di affari e dai politici della vicina Dar per cene, convegni e week end di lusso. Questo però non ci facilita di certo nella ricerca di un camping economico per piazzare le nostre tende! Dopoun paio d'ore finalmente riusciamo a trovare un resort che "ospita" anche i campeggiatori. Il posto è meraviglioso, un giardino lussureggiante pieno di palme ed altre essenze esotiche che affaccia direttamente sul mare! Ma qui sorgono i primi problemi di carattere logistico (dati ovviamente dalla mentalità manageriale africana) ed anche qui dovrò spendere due parole per farvi capire a volte il perché di alcune nostre scelte circa alcune variazioni di itinerario.

Il nostro programma di massima comprendeva autista, cuoco,cibo, macchina e campeggi tutto incluso. In un viaggio itinerante come il nostro è difficile anche per chi organizza trovare campeggi in tutti i posti che avremmo visitato, soprattutto quelli più remoti, per cui spesso dovevamo affidarci all'ospitalità ed alla protezione dei villaggi che incontravamo e quindi cercarci da soli delle alternative sicure per poter dormire. Proprio perl a peculiarità del viaggio spesso ci siamo trovati in condizioni diverse da quelle programmate, come magari dormire in un albergo o in un campeggio piuttosto che in posti poco sicuri. Ciò, sembrerà strano, ha creato non pochi problemi sia a noi che al Capo ma soprattutto a John il quale, avendo determinate direttive ed un budget sia di campeggi che di Km predeterminato, a volte si inventava scuse impossibili per dormire in posti economici oppure tirava al massimo la nostra resistenza percorrendo più chilometri al giorno per poter arrivare in posti dove poter risparmiare qualche scellino. Fino a che, chiarito il mistero sia con lui che con il Capo e pagando noi le differenze ina lcuni posti, siamo riusciti ad eliminare gran parte dei problemi e degli imbarazzi.

Così stava succedendo davanti all'entrata del camping paradiso (così l'ho battezzato io). Dopo aver chiesto quanto costava e dopo aver contattato il Capo, Jhon ci aveva detto che secondo lui noi potevamo dormire lì (pagando la differenza rispetto al prezzo massimo da lui concordato) e loro (autista e cuoco) dovevano cercarsi un altro posto più economico oppure dovevamo tutti andare a Dar (c.ca 3 ore da Bagamoyo), prendere un traghetto o meglio una bagnarola arrugginita e instabile che in mezz'ora (se non affondava prima) ci avrebbe portati su un'isoletta dove c'era un campeggio di un amico del Capo che costava poco. Sapete quanto sarebbe stata la differenza? 5dollari! Cinque miseri dollari! E per tale cifra noi saremmo dovuti arrivare dinotte sull'Isola oppure restare nel camping paradiso ma senza cena o con il cuoco che poi dopo averci preparato al cena si sarebbe dovuto arrangiare assieme a Jhon in un altro posto!

 Noi stavamo davantial campeggio da quasi un'ora invece di essere già a mollo nelle limpide acque dell'oceano, dopo 9 giorni di tribolazioni, polvere, freddo e caldo solo per 5 miserabili dollari americani?

 La cosa che mi aveva fatto più arrabbiare però era stato il fatto della separazione proposta dal Capo con Jhon e Dula, una specie di piccolo aparthaid, reso ancora più antipatico dal fatto che ormai noi 4 eravamo un tutt'uno, legati saldamente dalle esperienze che stavamo vivendo assieme. Non ci dava più fastidio nemmeno il loro particolare odore pungente né tanto meno il nostro a loro (dicono che i bianchi puzzano come i cadaveri). Mangiavamo negli stessi piatti (che spesso per mancanza di acqua pulivamo alla buona), si beveva assieme dalla stessa bottiglia e a volte (quando ad esempio montavamo il campo di notte) ci scambiavamo i materassini o le tende senza nemmeno farci più caso.  Di solito non è così, nei safari normali i turisti mangiano separati dalla guida e dal cuoco, le tende sono montate solo dalla guida e dal personale dei camping e i turisti aspettano seduti, sorseggiando un drink, fino a che sia tutto pronto. Nei lodge vi è ancora più separatismo, soprattutto in quelli extra lusso, capisco quindi i primi imbarazzi di Jhon, ma ormai dopo il secondo viaggio sempre con lui e Dula, il legame venutosi a creare era veramente forte

Quindi,dopo aver contato sino a 100 e aver detto a Jhon di non preoccuparsi che saremmo rimasti tutti insieme ed avremmo pagato noi la differenza, una volta piazzate le tende,

eravamo già a mollo nell'acqua dell'Oceano. Dopo un bellissimo bagno, una buona cenetta a base di pesce, comprato direttamente sulla spiaggia dai pescatori locali, una birretta tiepida e aver discusso e chiarito tutto sia con il Capo che con Jhon e Dula, finalmente, sotto un cielo stellato mozzafiato, cominciavo di nuovo a rilassarmi e a vedere le cose con un rinnovato ottimismo. La notte ci ha poi accolto con il suo caldo tepore,l'indomani avremmo avuto un'altra giornata molto impegnativa.

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