Minerals Express - Collezionismo minerali

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18/01/10

La nostra Africa - 7^ Parte

La mattina, alzati di buon ora, smontiamo il campo e caricata la Jeep (operazione che ormai svolgevamo quasi automaticamente) proseguiamo alla volta di Dar.  Dar El Salam, un caos biblico chiamato città: smog, mezzi di tutti i tipi, alcuni veramentef antasiosi, gente dappertutto. Impieghiamo quasi due ore per attraversarla e finalmente siamo di nuovo nel nulla verso la pista che ci condurrà ad uno dei parchi più belli, selvaggi e particolari della Tanzania: il Selous.

A circa una quarantina di Km dal Selous chiedo a John se mi fa provare la Jeep, la pista è sabbiosa e non particolarmente difficile, per cui accetta volentieri (così approfitta anche per riposarsi un pò!). Dopo una diecina di chilometri di sbandamenti (mi sembrava di guidare un motoscafo) riesco a prendere un pò di confidenza con la guida all'inglese e meno male che la pista è deserta e posso permettermi qualche errore in più e godermi la guida, ma ogni tanto sbircio dallo specchietto e vedo la faccia preoccupata di Dula, Fede invece sembra non accorgersene nemmeno!

Finalmente arriviamo ai primi lodge che si trovano lungo la sponda del fiume Rufiji e avendo notizie che una barca era in procinto di partite per un safari sul fiume, approfittiamo al volo dell'occasione poiché il proverbio "ogni lasciata è persa" in Africa è veramente molto utile! Appena partiti ci investe una sensazione meravigliosa, stiamo percorrendo in barca un fiume africano pieno di ippopotami e coccodrilli che vediamo lungo le sponde o in acqua, assieme ad una moltitudine di uccelli e iguane. La guida ad un certo punto, per regalarci un momento di emozione, spegne il motore della barca in mezzo al fiume  vicino ad un branco di ippopotami, però, notando una rapida immersione delle bestioline, decide prontamente di riaccendere il motore per allontanarsi. Ma il motore per alcuni lunghi istanti fa i capricci e vedo il conducente diventare bianco come noi, per fortuna dopo alcuni tentativi il motore si riaccende con un borbottio sommesso ma rassicurante e riusciamo ad allontanarci dal pericolo.

 Gli ippopotami inimmersione sono pericolosissimi perché una volta sott'acqua non si sa mai da dove possano riemergere, soprattutto per la caratteristica dei  fiumi africani molto fangosi e torbidi. Ai pochi e coraggiosi pescatori locali, che utilizzano ancora delle canoe ricavate direttamente dai tronchi degli alberi, a volte capita di trovarsi improvvisamente in mezzo all'acqua con la canoa spaccata in due da un ippopotamo che è emerso  e, se sono fortunati e riescono ad allontanarsi a nuoto, lo possono poi raccontare.

Finito il giro in barca troviamo John ad attenderci con una sorpresa meravigliosa, mentre aspettava che finissimo il boat safari, si era fatto un giro della zona ed era riuscito a trovare un campeggio molto spartano ma bellissimo e tra l'altro con prezzi veramente irrisori e che, avendo aperto solo da qualche giorno, al momento avevamo la fortuna di essere i soli clienti! Piazziamo le tende proprio sulla sponda del fiume che rimane un paio di metri più alta rispetto all'acqua e da dove si domina un lungo tratto del fiume Rufiji. Il posto è di una bellezza selvaggia, e la sera, seduti sulla riva con la solita birretta tiepida tra le mani, ci godiamo un tramonto mozzafiato e poi una volta nella tenda, ci addormentiamo accompagnati dai versi buffissimi che emettono gli ippopotami sotto di noi.

La mattina sveglia all'alba per un safari a piedi, purtroppo (o per fortuna) non incontriamo felini né elefanti, ma solo babbuini e giraffe però il giro è molto istruttivo e a piedi osserviamo moltissime orme di animali quali ippopotami, elefanti, leoni, giraffe ecc e numerosissimi escrementi dai quali, ci spiega il ranger che ci accompagna (munito di un fucile di fabbricazione cinese di dubbia efficacia) si può distinguere il sesso degli animali che le hanno prodotte. Osserviamo le marcature dei territori  e le più impressionanti risultano essere quelle degli ippopotami che con l'ausilio della coda a mo di ventilatore, riescono ad irrorare interi alberi! Osserviamo poi tantissimi altri particolari di piante ed animali, il calore della terra e i profumi selvatici che aleggiano nell'aria, tutte sensazioni che  con un drive safari sarebbe stato impossibile cogliere.

La sera al campo troviamo un gruppo francese, per fortuna sono francesi e come noi amano il silenzio. Il silenzio però viene improvvisamente interrotto dalle voci degli addetti al campo poiché un elefante solitario, piuttosto  incuriosito, è entrato nel nostro campeggio. Dopo i primi momenti di panico, e rassicurati dalla tranquilla e momentanea indole paciosa dell'elefante, passiamo alcuni minuti indimenticabili in compagnia del mastodonte. L'indomani effettuiamo anche un game drive e in una zona di meravigliosi laghetti, osserviamo numerosi animali all'abbeverata: ippopotami, antilopi, giraffe e poi coccodrilli e numerosissimi volatili ma non i felini che comunque avevamo già visto a marzo nei parchi del Nord. Chiudiamo il game drive davanti ad  un numeroso branco di elefanti che passa proprio dove noi il giorno precedente eravamo andati a piedi!

Galleria fotografica

Il caos di Dar

Il caos di Dar

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autista per poco

autista per poco

verso il Selous, fiume Rufiji

verso il Selous, fiume Rufiji

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boat safari

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campo sulle rive del Selous

campo sulle rive del Selous

frutto del Baobab

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