Minerals Express - Collezionismo minerali

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18/01/10

La nostra Africa - 8^ Parte

Verso metà mattina, smontato il campo riprendiamo il viaggio con un cambiamento di programma poichè la sera prima, avevamo incontrato una guida della zona, che ci aveva parlato di un posto vicino a Morogoro dove si trovavano spinelli, rubini e oro nativo. Quindi ci dirigiamo a spron battuto (attraversando tutto il parco del Selous) verso questo villaggio dove, avendo saputo anche della presenza di una missione cattolica, avremmo potuto approfittare dell'ospitalità e della sicurezza all'interno della stessa.

Arriviamo il tardo pomeriggio nel villaggio, e prima di proseguire alla volta della missione (che si trova in una posizione privilegiata e molto panoramica sopra una collina) ci fermiamo nella "piazzetta principale". Ogni villaggio, come  nei nostri piccoli paesi, ha una "piazzetta principale" ma spesso non sono al centro del villaggio ed individuarle non è molto semplice. Jhon è un mago nello scovare il punto centrale dei villaggi, io ancora non ci ho capito niente e sinceramente non sono mai stato in grado di capire quali fossero tali punti, ma lui riesce sempre a fermarsi nel posto giusto ed è più preciso di un navigatore satellitare!

Appena ci fermiamo, e prima di scendere, la gente del villaggio comincia a fare capannello intorno alla macchina. Siamo un pò spiazzati per la loro curiosità, ma ci rendiamo conto di essere come due mosche bianche in quanto da queste parti non è che vedano molti turisti. Però dopo pochi attimi di smarrimento siamo tutti seduti (al riparo da una pioggia torrenziale) nell'unico "bar" del villaggio dove, con somma gioia hanno anche birra e cocacola ma rigorosamente tiepida! Dovete sapere che una delle prime parole che ho imparato in swahili è baridi (freddo) dall'esperienza di "ghiaccio" avuta nelle montagne di Longido. Nonostante riuscissi finalmente a pronunciarla bene (sembra facile ma il dittongo finale va pronunciato con la lingua che sbatte sul palato e la bocca leggermente atteggiata a sorriso), anche se, nella vana speranza di ricevere un sì, le bevande erano sempre e comunque tiepide, quando ovviamente riuscivamo a trovarle. Questo perchè la corrente elettrica è già un lusso nelle città, nei piccoli villaggi non esiste proprio! Il bar-bazar è del Capo villaggio e così veniamo a sapere direttamente da lui la situazionea livello mineralogico della zona. Ci dice che al momento l'estrazione degli spinelli è ferma e la concessione mineraria è della missione cattolica. E' laprima volta che sento una cosa del genere! Veniamo anche a conoscenza di alcuni litigi e malcontenti tra gli abitanti del villaggio perché, alcune persone senza scrupoli, per cercare i rubini e gli spinelli, erano arrivate a scavare di notte anche vicino alle case, scoperchiando addirittura le tombe dei defunti e minacciando con i machete chiunque si opponesse loro (sorridendo tra i baffi mi vengono in mente le diatribe in Italia in merito alla ricerca di minerali!). II Parroco, era stato costretto a prendere la licenza mineraria per porre fine ad una situazione che stava divenendo pericolosa ed esasperante per tutti. Solo alcuni ragazzi più ribelli cercano ancora nel fiume sia spinelli che oro nativo ed ogni tanto effettuano qualche scavo di nascosto. Per questa situazione, al momento, di spinelli nemmeno l'ombra. Le birre sciolgono le lingue ma annebbiano anche il cervello e gli africani amano chiacchierare per ore e raccontare cazzate, quindi gli spinelli rossi e rosa ritrovati  negli anni passati diventano sempre più grandi sino a raggiungere le dimensioni di una noce di cocco!

Alla fine comunque il capo villaggio ci dice che per lui non ci sono problemi per andare in giro nella zona ma che comunque dovevamo chiedere anche il permesso al Parroco della missione.

Raggiunta la missione notiamo che è una bella costruzione stile olandese degli inizi 900 però, nel contesto, decisamente fuori luogo. Qui incontriamo sister Lea, una simpatica ma risoluta suora di colore (da come dagli ordini ai ragazzi che servono nella missione sembra essere di origineHitleriane!) che dopo i convenevoli ci dice che il parroco è a Morogoro e che rientrerà solo nel tardo pomeriggio. Ci invita comunque a restare e ci offre, con una certa insistenza, alloggio in un'ala della missione. Solo che, i letti e le stanze sono un "pochino" trasandate e disabitate da molti anni, e, nonostante le insistenze della suora, e le pioggie torrenziali, facciamo orecchie da mercante e decidiamo lo stesso di montare il campo all'interno del giardino della missione e dormire nelle tende. Allestiamo anche una sala da pranzo sotto un colonnato magnifico, l'unico posto disponibile e riparato dalle piogge.

Dopo cena siamo ancora lì ad aspettare inutilmente il parroco. La mattina successiva sappiamo che è rientrato ma avendo impegni con la messa e un matrimonio, cui assistiamo con piacere perché è un misto di sacro e pagano, ci potrà ricevere solo a metà mattinata. Per farvela breve riusciamoa parlare con lui solo dopo pranzo! Per questo, visto che era praticamente un giorno che aspettavamo di essere ricevuti (manco fosse il Papa), lo avevo ribattezzato "il Vescovo di sua Santità". Dopo averci fatto accomodare nel suo ufficio, inizia un lungo ed interessante racconto sulla storia della missione, caposaldo olandese per l'esplorazione delle terre più ostili e lontane e punto di riferimento per avventurieri, commercianti ed esploratori olandesi del 900. All'inizio però il suo atteggiamento è un pò diffidente, quasi volesse prima studiarci per capire le nostre intenzioni (e giustifico la sua sfiducia date le situazioni pregresse). Una volta riuscito a fargli capire che siamo degli studiosi e ricercatori di minerali e non di pietre preziose e oro e che, con l 'occasione di una perlustrazione, avremmo potuto fornirgli notizie sulla situazione geologica della zona. A questo punto il suo atteggiamento cambia completamente e accetta molto volentieri di concederci un permesso di ricerca. Ci spiega ancora che la situazione è veramente difficile, la missione ha la concessione, ma i ragazzi si lasciano andare, sognando un guadagno facile e in più, sta arrivando gente di pochi scrupoli da fuori. Vorrebbe quindi sfruttare le risorse della zona per trovare uno sbocco economico che possa andare a beneficio di tutto il villaggio e la nostra ricognizione capita a fagiolo. Per cui ci scrive una lettera di presentazione e ci dà un suo uomo (un seminarista con la "passione" dei minerali che ogni tanto non si sa bene se con un permesso o clandestinamente, effettua degli scavi) e che tra l'altro, al momento, è l'unico che ci mostra qualche pietra. Sono degli spinelli di un bel colore ciliegia trasparentissimi ma tutti frammenti che lui ha trovato setacciando la terra. Jhon decide di acquistarli (è il suo primo acquisto di minerali ed io mi emoziono un po!) Ringalluzziti dalla vista degli spinelli decidiamo, anche se piove a dirotto, di iniziare subito le ricerche visto che tra l'altro la zona è praticamente dentro il villaggio che si espande per alcuni Km in una foresta pluviale lussureggiante e fittissima. Arrivati ai vecchi scavi mi rendo subito conto che la giacitura degli spinelli è su terreni alluvionali, una sorta di puddinga consolidata da una terra rossa che con l'acqua diventa come il pongo, per cui  scaviamo qua e là nel fango rosso senza trovare nulla. La ricerca degli spinelli loro la effettuano riempiendo secchi di terra e poi portando il materiale al fiume per il successivo lavaggio, solo così si riesce di rado a trovare qualche gemma. Delusi e soprattutto fradici e infangati fino ai capelli, decidiamo il rientro al campo, ma mentre percorriamo il sentiero diretto alla macchina, passando in un altro punto, noto alcune venette pegmatitiche. Fermandomi un attimo e guardando con più attenzione, in una piccola discarica trovo un cristallo verde di c.ca due cm, una tormalina! Chiedo alla guida  dove è lo scavo e lui guidandoci al posto si  scusa di non avercelo mostrato prima perché pensava che noi fossimo interessati solo agli spinelli e non ad altri minerali!!!

Lo scavo è un grande fossato (che però aimè termina proprio sotto alcune tombe!) vi sono numerosi pezzi di quarzite e la vena in alcuni punti è ancora in posto. Dopo una mezz'ora trovo i primi cristalli sciolti nella solita palta rossa e alcuni pezzi inclusi in una quarzite da bianco latte a trasparente più un paio di cristalli di quarzo biterminati ma non ialini. E' quasi sera per cui dobbiamo rientrare decidendo però visti i campioni di tormalina, di spendere nel posto ancora una giornata di ricercat ornandoci l'indomani mattina. Mi addormento nella tenda sotto un diluvio torrenziale, aggiungendo ai pezzi fantastici che la mia fervida mente elabora, oltre alle tsavoriti, alle tanzaniti ed ai rubini, anche tormaline eccezionali.

L'indomani siamo sul posto di buon'ora, finalmente ha smesso di piovere, ma c'è fango dappertutto, dopo pochi minuti di scavo troviamo un masso di quarzite molto grande tutto pieno di tormaline anche di dimensioni notevoli, il colore varia da un verde molto scuro fino ad un verde chiaro molto piacevole. I cristalli sono molto lucenti ma essendo inclusi sono di difficilissima estrazione e non dispongo di un bilancere sul posto (quanto avrei pagato per avere il mio lì!) e nemmeno potrei portarmi via il blocco intero, siamo nella foresta africana a migliaia di km da casa e la spedizione dei pezzi costa molti soldini al Kg!. Per cui con mazzetta e scalpello cerco di ridurre il blocco e di estrarre quanti più pezzi sani è possibile. Per fortuna troviamo numerosi blocchi nella terra da cui tiro fuori alcuni esemplari molto belli, ma il più bello che avevo posato temporaneamente su un masso: un cristallodi oltre 10 cm verde chiaro con delle insolite ed eleganti righe nere lungo l'asse di cui una buona parte fuori della matrice, prima che potessi intervenire, lo prende in mano il nostro accompagnatore seminarista e con noncuranza stacca il cristallo dalla matrice quarzosa!! Se Fede non mi avesse fermato avrei commesso un omicidio! Ma per loro quello che vale è il cristallo e non la roccia!!! Per cui lui rimane molto perplesso dalla mia reazione. Scuotendo la testa rassegnato continuo a scavare e, all'improvviso, dall'altodello scavo appare un vecchietto che comincia ad inveire contro di noi. Inizia una accesa discussione e in un attimo siamo circondati da un numeroso gruppo di persone (alcune con dei machete in mano) che dà man forte al vecchietto. Poiché la situazione comincia ad essere poco piacevole, Jhon corre a chiamare il Capovillaggio. Quest'ultimo arrivato di corsa cerca di spiegare al vecchietto i nostri intenti mostrando anche la lettera del "Vescovo". Dai gesti e dalla traduzione rapida di Jhon, riesco a capire che il vecchietto se ne sbatte della lettera del Vescovo, che il terreno è il suo, che questi wasungu stanno prendendo pietre che valgono ecc ecc In poche parole vuole dei soldi! Finalmente dopo avergli lasciato 5000 scellini (c.ca 2 euro) se ne va dicendo che lui quelle pietre le estraeva già da anni ma che le vendeva a sacchi e che non valevano niente!!!! Scarichiamo la tensione ridendo quasi istericamente e riprendiamo a scavare. Dopo aver accumulato moltissimo materiale mi sorge un altro problema: l'imballaggio! Trovo dei gusci di noci di cocco marci e fibrosi e così riesco in qualche modo a proteggere i pezzi, e infilati nello zaino, a portarli alla macchina quasi illesi!

Galleria fotografica

Verso matombe

Verso matombe

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il bar del villaggio

il bar del villaggio

la missione Olandese

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la sala da pranzo

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la cucina

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il bagno

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zona di ricerca mineralogica

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cercatori d'oro

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ritrovamento di tormaline

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imballaggio naturale

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