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Pitigliano

Ritrovamento di eccezionali campioni di Grossularia e Vesuvianite.

 

 

 

 

Breve nota introduttiva della zona.

 Il Complesso Vulcanico dei Monti Vulsini è il più a Nord del Lazio ed è situato per la maggior parte nella provincia di Viterbo, ma interessa anche in parte alcuni Comuni della provincia di Grosseto.

Il Complesso Vulcanico è stato nel passato oggetto di una intensa attività di natura principalmente esplosiva; caratteristica molto importante poichè tale attività ha permesso la formazione di numerosi minerali inclusi nei blocchi metamorfosati (denominati comunemente "proietti") ejettati dal vulcano o trascinati fuori dai coni da colate piroclastiche.

La vulcanite di Pitigliano è l'ultima colata piroclastica emessa dall'apparato di Latera.

Quest'area già dal secolo scorso era conosciuta e considerata di alto valore geo-mineralogico, ed alcuni dei minerali ritrovati possono considerarsi di notevole importanza internazionale.

La vastità dell’area e le numerose località di ricerca, come le cave di pomice (la più famosa, per aver dato dei numerosissimi campioni mineralogici, era la Cava Tosco Pomici, oramai dismessa da anni), gli affioramenti di piroclastiti e anche la lavorazione profonda dei campi, oltre all’indiscussa presenza di molte ed interessanti specie mineralogiche sia in cristalli macro che micro, ha suscitato, e suscita ancora, un notevole interesse da parte di numerosi ricercatori.

Negli anni passati, grazie all’intensa attività della ex Cava Tosco Pomice e di altre, il rinvenimento di campioni di vari minerali in bellissime cristallizzazioni era abbastanza comune. Ricordo nelle numerose gite effettuate con il Gruppo Mineralogico Romano o in altre occasioni che, data l’abbondanza di materiale, molti dei campioni meno belli rinvenuti, non si raccoglievano nemmeno, mentre oggi sarebbero stati comunque molto apprezzati.

La chiusura della Cava ha portato in un secondo tempo a concentrare maggiormente  la ricerca nei campi e in altre parti del Complesso Vulcanico e, la grande frequenza di ricercatori nella zona, ha reso attualmente molto difficile il rinvenimento di campioni significativi anche dei minerali più comuni.

Il ritrovamento

Quanto sopra descritto ci ha portati ad allargare le ricerche in zone sempre più distanti da quelle classiche dove spesso la presenza di proietti mineralizzati risulta essere scarsissima e molto più spesso assente del tutto.  Alla fine però la costanza, unita ad una buona dose di fortuna, ci ha premiati di tutte le gite andate a vuoto e di tutte le esplorazioni condotte a volte anche in ambienti di difficile accesso. E come accade spesso nella ricerca, dove si va in zone impervie, si cammina per ore ed ore, senza trovare nulla,  invece i minerali sono a portata di mano e di macchina! Ed è quello che è successo a me e ad Alessio, mio amico e compagno di ricerche, con il quale  dopo molte esplorazioni senza risultati, ci siamo  imbattuti in un campo arato dove, da una parte, spiccava un piccolo accumulo di sassi.

In mezzo allo stesso abbiamo rinvenuto due proietti eccezionali sia per dimensioni che per “freschezza”.

Trovare cristalli sani e “freschi” è raro poiché i "proietti", essendo per la maggior parte caratterizzati da una cristallizzazione esterna, se rinvenuti nei fossi o in superficie,  presentano i cristalli spesso  alterati o danneggiati sia per effetto del rotolamento sugli strati lavici che dagli agenti atmosferici.

Ma l’altra peculiarità dei due proietti è stata che presentavano numerosissime geodi al loro interno e questo ha permesso una libera crescita dei cristalli anche di grandi dimensioni.

Negli stessi abbiamo rinvenuto:

 

Granato grossularia in cristalli lucenti di color giallo chiaro e alcuni tendenti all’arancio con dimensioni fino a 2,5cm, a formare delle elegantissime ed estetiche druse.

 

 Vesuvianite in cristalli ad associazione parallela fino a 3-4 cm di lunghezza, lucentissimi con buona trasparenza e di uno spettacolare color caramello.

 

L’importanza del ritrovamento, se si considerano anche le premesse, oltre alla eccezionale qualità e dimensione dei cristalli, è stata data dall’abbondanza di pezzi rinvenuti poiché i

 proietti avevano dimensioni superiori al mezzo metro di diametro.

 

 Di seguito le immagini di alcuni dei campioni rinvenuti nel campo e di un notevole campione di melanite della zona del Bottinello rinvenuto in un'altra escursione di qualche mese addietro.

 

Tutti gli esemplari verranno esposti alla 33^Mostra di Minerali a Roma, dove potrete ammirarli dal vivo nel nostro stand espositivo.

 

 

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