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Riduzione dei minerali

Spesso durante le ricerche ci capita di estrarre campioni con matrici troppo grandi, ma che risulterebbe dannoso e impossibile ridurre sul posto. Dopo una sommaria riduzione in campo (sempre avendo prima accertato che le vibrazioni inflitte non danneggino irreparabilmente i cristalli) e per quanto possibile, se non si è troppo distanti dalla macchina, conviene portare i campioni così come sono direttamente a casa, dove, con strumenti adeguati che vedremo più avanti, sarà possibile ridurli con tutta calma e sicurezza.

Prima di iniziare la fase di riduzione è opportuno però effettuare una pulizia preventiva (vedi pulizia dei minerali) dei campioni, questo per facilitare l'individuazione di linee di sfaldatura della roccia, così da poter agire nel miglior modo possibile.

I sistemi ed i mezzi per ridurre una matrice rocciosa sono molti, i più utilizzati però sono i seguenti: morsa, bilanciere, frullino, trapano, trapanino da hobbistica, attrezzi meccanici quali pinze, tronchesi, piccoli scalpelli ecc.

Vanno anche menzionati quegli strumenti da professionisti come presse idrauliche, laser,seghe diamantate ad acqua ecc. che hanno però il difetto di costare molto, e nel caso ci dovesse capitare qualche campione di alto valore, per la loro riduzione, "una tantum" potremmo sempre rivolgerci a operatori professionisti.

A livello amatoriale, con pochi soldi e un minimo di capacità manuale,riusciremo a costruirci degli "attrezzi del mestiere" molto validi che ci permetteranno di poter lavorare i nostri sassi riducendo i rischi di rotture dei cristalli.

LA MORSA

E' uno degli strumenti più economici e di facile reperibilità e permette di poter ridurre campioni fino ad una certa dimensione con estrema facilità. Alcune modifiche (come l'inserimento di una lama piatta) permetteranno di migliorare la precisione del taglio (vedi foto). L'utilizzo è abbastanza semplice, ma come per tutti gli strumenti meccanici a pressione, valgono sempre le norme di sicurezza basilari come l'uso di guanti e occhiali di protezione.

Conviene sempre iniziare con piccole porzioni di roccia da ridurre, sia per permettere alla morsa di lavorare al meglio, che per poter saggiare la roccia ed individuare fratture nascoste e sfaldature che se non considerate potrebbero rovinare il campione in lavorazione.

Il BILANCERE

E' uno degli strumenti più utilizzati poichè permette di ridurre con la massima precisione ed efficacia anche le matrici dure e di grandi dimensionie. Sul mercato ne esistono di svariati tipi, da quelli "portatili" di piccole dimensioni, utilizzati soprattutto dai micromounter, sino a quelli "giganteschi" capaci di esercitare pressioni di diverse tonnellate, utilizzati soprattutto da musei o professionisti e commercianti di minerali.

Poichè sul mercato un bilancere medio può arrivare a costare anche alcune centinaia di euro, ci si può arrangiare costruendone uno con materiale di recupero (vedi foto). Io ho utilizzato delle putrelle di ferro da 20cm di spessore, come lama una parte di una balestra da camion e come pressa un crick a bottiglia da 6 tonn.

IL FRULLINO

E' uno strumento che si può utilizzare sia per "accompagnare" le linee di taglio, che per ridurre direttamente una matrice. Di solito se una matrice è troppo dura e resistente per essere ridotta direttamente con la morsa o il bilancere, si opera un taglio con il disco del frullino (meglio se con lama diamantata o da roccia e comunque mai con quelle a ferro) e successivamente si indirizza la lama del bilancere sull'incisione facilitandone così la penetrazione e la seguente fratturazione secondo una linea predefinita.

Il taglio completo di una matrice rocciosa deve essere effettuato solo in extremis, poichè una matrice "tagliata" con il frullino di solito risulta essere troppo artificiale compromettendo la naturalezza del campione. Si può comunque ovviare, nei casi di cristalli resistenti, con una "scalpellatura" tipo cesello, che però richiede molta manualità, pazienza e anche un po' di fortuna.

IL TRAPANO

Come il frullino si può utilizzare questo strumento per facilitare poi il successivo lavoro di riduzione con la morsa o con il bilancere. L'ideale sarebbe un trapano a colonna con punte diamantate ad acqua e con il regolatore di giri della punta. Ma anche un comune trapano con regolazione di velocità può andare bene seguendo il concetto che di solito meno giri fa la punta più è facile forare. Anche qui si devono prima individuare le linee di frattura ed agire con la punta nella direzione delle stesse.

Valgono le stesse raccomandazioni di prima, non esagerare con i fori in quanto si creerebbero delle linee innaturali e poco estetiche.

IL TRAPANINO DA HOBBISTICA

E' uno degli attrezzi più utili, poichè permette di effettuare molteplici lavori: dalla riduzione di piccoli campioni, alla foratura delle matrici, la pulizia e la lucidatura, e tanti altri. Ne esistono in commercio svariati tipi e per tutte le tasche, con accessori a volte anche molto fantasiosi, ma spesso utilissimi se si adoperano nei casi opportuni. Così avremo frese, dischetti, spazzole, punte diamantate,ecc  ecc, Tutti accessori utilissimi per determinate operazioni e l'esperienza ci guiderà poi sulla scelta degli accessori più giusti.

Un tipo di trapanino da hobbistica molto utile è quello pneumatico a percussione, che permette lavori di fino come l'evidenziazione di un cristallo o di rimuovere croste e ricoprimenti di varia natura che spesso occludono i cristalli. Poichè funziona ad aria compressa è necessario possedere un compressore di aria.

IL GRUPPO TRAPANO DA DENTISTA

E' uno degli strumenti migliori per lavorare i minerali poichè è molto versatile, ha una serie di accessori utilissimi come ad esempio gli ultrasuoni e lavora ad acqua. Resta però, almeno per me, un sogno, poichè, anche usati, raggiungono dei prezzi troppo elvati.

GLI ATTREZZI MECCANICI MANUALI

Qui la fantasia galoppa, io raccolgo di tutto, vecchi aghi, pinze di varie dimensioni, tronchesi, lame di vario tipo, chiodi, ecc ecc. Gli attrezzi manuali servono soprattutto per rimuovere lo sporco grossolano, evidenziare un cristallo, o ridurre piccole porzioni di matrice. Ma uno degli strumenti manuali più utile, strano a crederci, sono le spine dell'istrice, dure al punto giusto, ma tenere allo stesso tempo, con la punta finissima e lunga, permettono di eseguire molteplici lavori e hanno la caratteristica di non danneggiare i cristalli (tranne ovviamente i minerali sotto una durezza di 2-3 nella scala di Mohs).

Provare per credere!

 

Chiudo questo capitolo con due raccomandazioni: nel caso di utilizzo di mezzi meccanici utilizzare sempre guanti e occhiali di protezione. Per quanto concerne la riduzione e la lavorazione dei campioni, all'inizio utilizzate sempre dei campioni sacrificabili, e successivamente quelli migliori, questo per ogni ritrovamento, poichè ogni matrice di roccia avrà delle diverse reazioni. Non esagerate mai nella riduzione e valutate bene il rapporto matrice cristallo.

Con il tempo vi farete la "mano" e acquisirete nuove esperienze per poter poi con soddisfazione porre in collezione campioni ben proporzionati e soprattutto interi!

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